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23 Marzo 2011
14:56

Liz Taylor è morta: Hollywood perde la sua ultima Diva

La vita, gli amori e la carriera dell’ultima diva hollywoodiana: Liz Taylor.
A cura di Anna Coluccino
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L'indimenticabile interprete di Cleopatra, "Chi ha paura di Virgina Wolf" e "La gatta sul tetto che scotta" è morta quest'oggi all'età di 79 anni. Gli amanti del cinema avevano tirato un sospiro di sollievo quando si è diffusa, a febbraio, la falsa notizia di un ricovero dell'attrice per un'emorragia addominale. Stavolta, però, non ci sono possibilità di errore: Liz Taylor è morta oggi al Cedars Sinai Medical Center di Los Angeles e il mondo intero piange la sua scomparsa. Liz è stata una donna capace di vivere sul filo dell'eccesso senza mai cadere -com'è invece è accaduto a molti dei suoi celebri colleghi. Si è sposata otto volte, ma è morta single; ha avuto quattro figli; dal 1942 al 1994 ha realizzato più di cinquanta film e un ventina di serie TV; ha vinto decine di premi e conquistato ben due Oscar: ha vissuto, al massimo, come solo ai grandi è concesso.

Una volta Elton John, parlando della Taylor, disse che gli ricordava certi personaggi di Dickens, "uno di quegli adolescenti tormentati, bistrattati dalla vita, che al riparo della loro timida dolcezza riescono a rimanere sempre puri, puliti, incontaminabili". Liz Taylor era esattamente così, e nei suoi profondissimi occhi viola era possibile scorgere la dannazione e il riscatto che hanno caratterizzato la sua intera esistenza, il tutto avvolto in un consistente alone di leggerezza malinconica, di incosciente ottimismo nutrito da un disperato amore per la vita.

Il Personaggio

"Il problema con le persone senza vizi è che generalmente puoi essere sicuro che avranno delle virtù piuttosto noiose".

Elizabeth Taylor

Liz Taylor nasce il 27 febbraio del 1932, ad Hampstead, un ricco sobborgo residenziale londinese, da genitori statunitensi. Figlia d'arte (sua madre era un'attrice, sebbene poco nota) torna negli Stati Uniti ancora bambina e, a nove anni, fa la sua prima apparizione sul grande schermo con il film There's One Born Every Minute. Ma è con la pellicola successiva –Torna a casa Lessie!– che la Taylor comincia il suo cammino verso la fama… A soli undici anni. Un enfant prodige, senza dubbio, che come tutti i suoi colleghi attori-bambini ha a lungo portato i segni di quel precoce successo. L'intera vita della Taylor è del tutto inscindibile dal palcoscenico, basti pensare che, dato il suo straordinario talento, la Metro-Goldwyn-Mayer decise di farle frequentare la scuola direttamente presso i suoi studi.

Il suo primo matrimonio la vede appena diciottenne (come spesso accade agli enfant prodige…) e l'idillio non durerà che pochi mesi. All'epoca, infatti, la carriera dell'attrice era ormai prossima al decollo. Nel 1951 gira uno dei film più importanti della sua vita: Un posto al Sole di George Stevens, dove incontra per la prima volta sul set Montgomery Cliff: uno dei pochi uomini che abbia saputo rimanerle accanto per tutta la vita: il suo migliore amico, almeno fino alla scomparsa dell'attore avvenuta nel 1966. Tra le sue amicizie più radicate e durature, non si può non ricordare quella con il cantate Michael Jackson, per il quale testimoniò nel corso del processo che lo vedeva accusato di pedofilia e dalla cui scomparsa venne letteralmente sconvolta. Lo considerava il "Re del Pop", lo aveva sempre difeso e gli è stata accanto per oltre vent'anni.

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Gli Amori

"Ho dormito solo con uomini con cui sono stata sposata. Quante donne possono dichiararlo?"

"Mia madre dice che alla mia nascita ho aperto gli occhi solo dopo l'ottavo giorno, e che quando l'ho fatto la prima cosa che ho visto è stata una fede nuziale. Mi hanno incastrato."

Elizabeth Taylor

Liz Taylor è diventata straordinariamente celebre anche per via della burrascosa vita amorosa. Si è infatti sposata otto volte con sette uomini diversi. Il primo matrimonio, che la vede congiungersi a Conrad Hilton, Jr. (erede della famiglia Hilton), è durato solo pochi mesi e, appena un anno dopo, Liz era già pronta per il suo secondo matrimonio, a soli diciannove anni. Il marito numero due è stato l'attore Michael Wilding, con cui la Taylor rimase per quasi cinque anni e da ebbe i due figli maschi. Ma nel 1957 Liz perde completamente la testa per il produttore Mike Todd, tanto che lascia Michael e nel giro di pochissimi mesi convola a nozze per la terza volta. Da Todd ebbe una figlia, ed insieme avviarono le pratiche di adozione per una quarta figlia ma, purtroppo, la scomparsa prematura di Mike impedì a Liz di vivere fino in fondo uno degli amori più travolgenti della sua esistenza e impedì a Mike di conoscere e crescere Maria, l'ultima figlia di Liz. Ma Elizabeth non era solita perdersi d'animo, e nonostante la perdita di quello che -fino ad allora- era stato il grande amore della sua vita, si rimise in gioco e poco più di un anno dopo -siamo nel 1959- sposò il cantate Eddie Fisher, ovvero il miglior amico di Mike Todd che per Liz lasciò nientepopodimenoche Debbie Reynolds e a cui rimase legata per quasi cinque anni. La storia però, si sa, è destinata a corsi e ricorsi ciclici, ed ecco allora che -come diversi anni prima- Liz si vide costretta a rinunciare al matrimonio con Fisher, per tuffarsi in una nuova avventura. Nel 1964 la Taylor viene travolta dalla passione per Richard Burton, e insieme diedero vita a quella che poi verrà ricordata come una delle più grandi storie d'amore della storia del cinema. I due si sono sposati per ben due volte, sono rimasti insieme per oltre dieci anni e, nonostante le insanabili difficoltà che -alla fine- li hanno divisi, hanno sempre espresso il desiderio di essere sepolti insieme, no matter what.

Seguono altri due matrimoni, il settimo con il senatore Jonh Warner e l'ottavo con Larry Fortensky, giovane manovale.

Chiamatemi romantica, ma mi piace pensare che Liz sia morta single (l'ultimo divorzio risale al 1996 e non si è mai più sposata) per essere libera di convolare a nozze, in un ipotetico al di là, con Richard Burton: per la terza ed ultima volta.

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Il Cinema

"Il successo è un eccellente deodorante. Porta via tutti i cattivi odori precedenti."

Elizabeth Taylor

La carriera della Taylor prese il volo con  Un posto al sole e, da allora, non subì quasi nessun arresto. Nel 1956 recita ne Il gigante accanto ad un giovanissimo James Dean, il quale che morirà proprio alle fine delle riprese. Dal 1957 al 1959 Liz Taylor ottiene ben tre nomination all'Oscar consecutive per L'albero della vita; il bellissimo (e incompreso) La gatta sul tetto che scotta – in cui, accanto a Paul Newman, realizza una delle coppie cinematografiche più belle della storia- e Improvvisamente l'estate scorsa. In questa tripletta, a mio avviso, la migliore interpretazione della Taylor è quella realizzata ne La gatta sul tetto che scotta. Malgrado la versione cinematografica del meraviglioso testo di Tennessee Williams fosse stato epurata della sua profonda verità e dalla violenta crudezza che caratterizzava i dialoghi, Liz riesce a restituire la passionalità, la fragilità e la frustrazione di una moglie innamorata di un marito che non vuole e non può amarla.

Ma la definitiva consacrazione arriva nel 1961 quando, dopo quattro tentativi, l'Academy le tributa il meritato Oscar per l'interpretazione della modella prostituta Gloria Wandrous in Venere in visone. Curiosamente, la Taylor detestò il film, ed ha più volte affermato che recitare in quel film fu una delle più brutte esperienze della sua vita. Il suo grande amore, Mike Todd, era appena scomparso, ma la produzione le impose di recitare e il clima sul set era irrespirabile. Ciononostante, Liz portò egregiamente a termine il suo lavoro. Il 1963 è l'anno di Cleopatra, l'anno in cui la Taylor si afferma quale attrice più pagata di Hollywood, tanto da ricevere l'allora astronomico compenso di un milione di dollari. Cleopatra è una delle pellicole più rappresentative della carriera dell'attrice, e non tanto per la qualità della pellicola in sé, ma perché fu il film che l'ha rese icona e, soprattutto, il film che la legò per sempre a Richard Burton.

Nel 1967 arriva il secondo Oscar, conquistato con la magistrale interpretazione di Martha in Chi ha paura di Virginia Wolf?, ancora una volta al fianco di Richard Burton. Il film narra di una coppia che attraversa una crisi profonda, a prima vista quasi insanabile; la Taylor fu davvero straordinaria nel restituire il ritratto di una donna isterica, annoiata, incline all'alcool, rancorosa o, forse, semplicemente infelice.

Il 1976  è l'anno de Il giardino della felicità, penultimo lavoro del grande regista George Cukor, un flop commerciale che, comunque, conserva un certo fascino. Gli anni '80, invece, sono anni piuttosto difficili per Liz, caratterizzati da una crescente dipendenza dall'alcool, tanto che dopo Assassinio allo specchio (1980) resta per ben otto anni lontana dal grande schermo, tornando solo nel 1988 con Il giovane Toscanini, per la regia di Franco Zeffirelli. La sua carriera cinematografica si chiude nel 1994 con I Flinstones, film non certo all'altezza della sua fama ma che, di certo, si sarà divertita a realizzare.

Insomma, dopo una vita così piena, ci mancherà sentir parlare di Liz, ci mancherà la sua eccessiva passione per la gioielleria, così come il suo sconsiderato amore per l'istituzione del matrimonio; ci mancheranno i suoi occhi viola, il sorriso tenero ed ammaliante, la capacità di incassare le batoste della vita per poi rialzarsi e prenderla a calci la vita. Perché non è affatto semplice vivere all'ombra di una definizione come quella di "Diva", e lei era l'ultima: l'ultima di una stirpe che si è esista oggi, alle 14:00, a Los Angeles.

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