All'età di 41 anni, Marco Bocci, uno degli attori più amati del cinema e della televisione italiana che abbiamo visto in fiction come "Romanzo Criminale" e "Squadra Antimafia", esordisce nel suo primo film da regista. Un'impresa nuova, ambiziosa e non banale, che porta sul grande schermo una realtà difficile come quella della periferia romana. Si chiama A Tor Bella Monaca non piove mai, come il romanzo da lui scritto, e il regista ne parla in una lunga intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica.

Una storia biografica

La storia è un racconto familiare, i cui protagonisti sono due fratelli Romolo e Mauro, interpretati da Libero De Rienzo e Andrea Sartoretti che cercano in tutti i modi di non farsi sopraffare dalla criminalità e dalla precarietà del loro quartiere, cercando con i mezzi che hanno di rimanere fedeli ai propri valori. Insieme tentano di aiutare il padre, interpretato da Giorgio Colangeli, che vive nell'impossibilità di potersi ribellare dinanzi alle ingiustizie che è costretto costantemente a sopportare. Marco Bocci racconta che molto di questa storia è tratto da una vicenda verificatasi nella sua famiglia:

A mio padre è accaduta una dinamica vicina a quella che racconto nel film: un inquilino che per anni non ha pagato l'affitto di un locale commerciale che lui, artigiano, aveva acquistato con un mutuo. Non si trovava un modo burocraticamente valido di mandarlo via, gli anni passavano e lui era obbligato a pagare il mutuo senza avere l'affitto di quel posto che doveva essere la sua pensione. Sentivo un bisogno di giustizia che non arrivava mai. Nel romanzo ho fatto fare al protagonista un passo azzardato, che io dopo un esame approfondito di coscienza non ho fatto. Eppure ho pensato che vivendo sempre sotto stress si finisce per esplodere e prendere una strada che non ci rappresenta.

Un film che racconta l'umanità delle persone

L'obiettivo di questo film è quello di raccontare l'altra faccia della periferia, quel versante che non siamo soliti guardare, ma che invece c'è e con cui sarebbe giusto rapportarsi, ovvero il lato buono, quello che non ha nulla a che fare con la criminalità. A spiegarlo è lo stesso Bocci che sottolinea anche come uno dei protagonisti, Romolo, viva una sorta di redenzione, da criminale a uomo pulito e pentito dei suoi errori che, anche quando potrebbe cedere, si trattiene dal cadere di nuovo nella trappola dell'illegalità. L'attore racconta come il suo desiderio sia stato quello di far emergere l'umanità delle persone:

Sì, quello che mi interessava erano le dinamiche familiari che possono essere queste ovunque. Mi piaceva ambientarlo a Tor Bella Monaca, perché è un quartiere che conosco, ci ho vissuto cinque o sei mesi appena arrivato dalla provincia per fare la scuola di teatro. Tor Bella Monaca è spesso protagonista di fatti di cronaca, di cronaca nera a me interessava raccontare l'umanità delle persone che ci vivono: i Borri sono una famiglia assolutamente onesta che vive in quel quartiere rispettando le leggi con difficoltà.

Dal cast alla prima esperienza da regista

Il cast è molto ricco, oltre a Libero De Rienzo e Andrea Sartoretti, ci sono anche Antonia Liskova, il già citato Giorgio Colangeli, manca il nome di Laura Chiatti, moglie di Marco Bocci il quale rivela di avere già un progetto insieme, ma la priorità resta dei bambini: "Abbiamo due bambini piccoli, cerchiamo di alternarci per stare con loro". L'attore commenta anche la sua prima esperienza da regista, parlando dell'atmosfera che si è venuta a creare sul set, quell'affiatamento che è stato fondamentale per la riuscita di questo progetto:

Io credo profondamente nel gruppo e questo è stato bello, uno scambio di idee fin dal primo giorno di lavorazione. La cosa più difficile è stata l'attesa, qualcosa che ti dilania: il doppiaggio, il montaggio, ci sono dei tempi tecnici e io scalpitavo, volevo vedere tutto realizzato in un istante

28 novembre al cinema

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