I caratteristi, quelli di una volta, non ci sono più. La frase la sentiamo pronunciare spesso in ambito cinematografico, soprattutto quando si saluta un rappresentante della categoria, divenuto famoso per ruoli laterali, che hanno finito per essere fondamentali ai fini del successo di alcuni film.

Se dovessimo pensare ai caratteristi italiani più noti, sarebbe impossibile non citare tra i primi Mario Brega. Non perché sia stato il più grande di tutti, si farebbe un torto a molti nel dirlo e le classifiche dei migliori, in questi casi, lasciano davvero il tempo che trovano. Però l'aura mitologica costruita attorno all'attore romano, scomparso il 23 luglio del 1994, esattamente 25 anni fa, è di quelle memorabili.

Prima di prestarsi alla commedia Mario Brega era stato un feticcio di Sergio Leone, al fianco del quale aveva partecipato alla trilogia del dollaro. È tuttavia indiscutibile che Brega abbia trovato la vera gloria diventando la mascotte di Carlo Verdone, che lo volle in buona parte dei suoi film di maggior successo, da "Bianco, Rosso e Verdone" a "Un Sacco Bello", da "Borotalco" a "Troppo Forte". Senza dimenticare che Brega trovò il microclima adatto anche lavorando coi Vanzina (chi può dimenticare la sua mastodontica presenza nel primo cinepanettone di sempre, "Vacanze di Natale '83"?).

La scena epocale di Borotalco

Proprio con "Borotalco", film che trionfò ai David di Donatello del 1982, Verdone decise di convertire in una scena del film quello che è, con tutta probabilità, l'aneddoto più famoso relativo di Mario Brega. Si parla naturalmente della scena in cui l'attore, nei panni di Augusto, fa un discorso al protagonista, Sergio, mentre i due si trovano nella salumeria di famiglia. "Te la sposi o nun te la sposi?", gli chiede riferendosi a sua figlia, dopo avergli raccontato di aver malmenato due persone che avevano fatto un apprezzamento poco gentile su di lei. "Gli ho rotto il setto nasale, gli ho frantumato le mucose e nel frattempo gli dicevo ‘arzate, cornuto, arzate' ".

Il duello tra Brega e Gordon Scott

Frase adottata da un fatto accaduto realmente, che vide Brega protagonista, mentre a terra c'era il noto attore americano Gordon Scott. L'aneddoto è infatti relativo alle riprese di "Buffallo Bill – l'eroe del far west", con il noto attore Gordon Scott tra i protagonisti. Brega aveva una scena di combattimento con l'attore in quel film, che da lotta finta si trasformò in un vero e proprio duello fisico. Brega ha raccontato più volte questo aneddoto davanti alle telecamere, gli appassionati e soprattutto i romani lo conosceranno a menadito, ma vale la pena ricordare a un quarto di secolo questo piccolo gigante del nostro cinema.

Una persona che era personaggio, un mito di cui, all'apice della sua notorietà, era difficilmente individuabile il filtro che separasse l'uomo dall'attore.