Monica Guerritore, che in un'intervista su Quotidiano.net riflette su come fatichi a trovare una collocazione sul grande schermo. In effetti negli ultimi anni è apparsa in una manciata di film (l'ultimo è "Tuttapposto") e fatica a lavorare con i grandi autori del cinema italiano.

A volte ho l’impressione di far paura ai registi. E invece non vorrei. Avrei un grande desiderio di lavorare con qualcuno dei grandi talenti del cinema italiano di oggi: Sorrentino, Garrone, Virzì, Tornatore. O anche i fratelli D’Innocenzo, che si sono affacciati da poco sulla scena del cinema italiano, ma con grande personalità [i registi di "Favolacce", ndr].

Dal teatro alla tv: sarà la mamma di Francesco Totti

Se il cinema non ha mai sfruttato sino in fondo il suo talento, il teatro è invece la dimensione ideale della Guerritore, che è già tornata sul palcoscenico dopo il lockwdown, con "Dall’Inferno all’Infinito". Poi, a gennaio, reciterà in " L’anima buona" di Sezuan di Bertolt Brecht. In un momento di forte crisi del settore, l'attrice è stata tra coloro che si sono appellati al governo affinché aiuti i teatri a ripartire. La sua ricetta, "invece degli ammortizzatori sociali", è "incentivare la ripresa degli spettacoli. Dato che i teatri dovranno essere per metà vuoti, serve che il ministero dia ai produttori l’equivalente di ciò che non viene incassato, a causa del distanziamento. Altrimenti, una gran parte degli spettacoli non verranno ripresi mai". Oltre al palcoscenico, la Guerritore tornerà anche in una fiction dopo "Non uccidere": la serie sulla vita di Francesco Totti, "Un capitano".

Sono Fiorella, la madre di Francesco. Una donna che ha avuto – ed ha – un grande ruolo nella vita di suo figlio. È stata lei, mamma Fiorella, a individuare per prima il talento di quel ragazzino; a portarlo agli allenamenti, ad imparare le lezioni a memoria per poi spiegargliele; ad asciugargli i capelli con il riscaldamento dell’auto. A bloccare il suo trasferimento nelle giovanili di una squadra di Milano: aveva capito che Francesco aveva la sua grande forza in Roma, nella città che lo nutriva, nella romanità che aveva nel sangue.

La lotta alla malattia

Nell'intervista, Monica Guerritore ha affrontato anche temi più personali, come la carriera della figlia Lucia Lavia, che ha seguito le orme della madre ("L’ho vista entrare, piano piano, nella tensione di questo lavoro, nella difficoltà e nella bellezza di essere attrice"), e uno dei momenti più difficili della sua vita: nel 2006 è stata operata per un nodulo al seno.

Ho fatto un controllo, e hanno visto qualcosa che non doveva esserci. Per fortuna, ho sempre creduto nella diagnosi precoce: il tumore è stato preso molto presto, non ho avuto bisogno di terapie invasive. Per anni ho fatto controlli su controlli, e continuo a farli. Ma sto bene". Alle donne direi una cosa sola: controllatevi. Consiglierei senza nessuna esitazione di fare test diagnostici appena possibile. Qualunque cosa, presa in tempo, prima ancora che si manifesti nei suoi sintomi, è risolvibile. C'è la paura di controllarsi, di andare dal medico, così come la paura che non ti fa scaricare la app Immuni, o che non ti fa fare il tampone. Tutte cose che sono niente, di fronte alla eventualità della malattia.