È morto all'età di 63 anni, l'attore milanese Bruno Armando. Lo abbiamo visto in numerosi film sia per il cinema che per la televisione, al fianco di altri nomi noti dello spettacolo italiano. Tra le sue ultime apparizioni televisive ricordiamo "L'angelo di Sarajevo" del 2015 accanto a Beppe Fiorello, oppure "Amiche da morire" con Sabrina Impacciatore, Claudia Gerini e Cristiana Capotondi, sebbene uno dei suoi ruoli più iconici fu accanto a Gianpaolo Morelli in "L'ispettore Coliandro".

La carriera tra tv e cinema

Nato a Milano nel 1956, Bruno Armando prima ancora di diventare un attore nutriva un'altra grande passione, ovvero quella per la letteratura. Laureatosi alla Bocconi, infatti, aveva intrapreso la carriera di traduttore di letteratura contemporanea americana e inglese. Negli anni universitari si è poi imbattuto nella recitazione, passione che non ha lasciato più e che è diventata la sua occupazione primaria. Sul finire degli Anni Novanta, infatti, approda in tv dove gli vengono affidati diversi ruoli in fiction di successo, come Don Matteo, Distretto di Polizia, L'ispettore Coliandro e altri titoli noti del palinsesto televisivo italiano. Non sono poi mancate le partecipazioni cinematografiche, si ricorda il film "Maratona a New York" con Luca Zingaretti oppure i più recenti "Venuto al mondo" per la regia di Sergio Castellitto o "Che bella giornata" con Checco Zalone.

Il ricordo di Luca Zingaretti

A ricordarlo, per primo, è Luca Zingaretti che scrive un sentito messaggio su Instagram ripescando una foto che li ritraeva insieme sul set di "Maratona a New York". L'attore delinea i tratti di una personalità indimenticabile e sottolinea l'intenso rapporto d'amicizia, d'affetto e di stima che li legava:

Con me nella foto c’è Bruno, Bruno Armando. È una foto di tanti anni fa. Stavamo provando e preparando “Maratona di New York” che Edoardo Erba aveva scritto per noi. La storia di un milanese senza paura e un romano un po’ più cagasotto che si stanno allenando per andare a fare la Maratona nella Grande Mela. Stanotte Bruno se ne è andato per una serie di mali bastardi che l’anno aggredito un anno fa. Bruno era un uomo difficile ma dolcissimo, chiunque l’abbia conosciuto non ha potuto fare a meno di amarlo per la sua pulizia, il suo essere un giusto, la sua integrità, per il suo non amare i compromessi, per la sua lealtà, perché dentro aveva il sole che si era conquistato da solo. Bruno era mio amico, era un fratello maggiore, per certi versi un padre. Era un attore sensibile, vero, cazzuto. Mi sembra impossibile che nn ci sia più. Chi l’ha conosciuto lo piangerà per sempre ma conserverà anche, per tutta la vita, il privilegio di averlo amato. Oggi Bruno io mi sento perso, non riesco a farmene una ragione, tu mi avresti sicuramente aiutato a trovarla. Addio amico mio!

Con me nella foto c’è Bruno, Bruno Armando. È una foto di tanti anni fa. Stavamo provando e preparando “Maratona di New York” che Edoardo Erba aveva scritto per noi. La storia di un milanese senza paura e un romano un po’ più cagasotto che si stanno allenando per andare a fare la Maratona nella Grande Mela. Stanotte Bruno se ne è andato per una serie di mali bastardi che l’anno aggredito un anno fa. Bruno era un uomo difficile ma dolcissimo, chiunque l’abbia conosciuto nn ha potuto fare a meno di amarlo per la sua pulizia, il suo essere un giusto, la sua integrità, per il suo non amare i compromessi, per la sua lealtà, perché dentro aveva il sole che si era conquistato da solo. Bruno era mio amico, era un fratello maggiore, per certi versi un padre. Era un attore sensibile, vero, cazzuto. Mi sembra impossibile che nn ci sia più. Chi l’ha conosciuto lo piangerà per sempre ma conserverà anche, per tutta la vita, il privilegio di averlo amato. Oggi Bruno io mi sento perso, non riesco a farmene una ragione, tu mi avresti sicuramente aiutato a trovarla. Addio amico mio! #amico #brunoarmando #edoardoerba

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 Il ricordo di Ricky Tognazzi

A ricordare l'attore è anche un altro grande volto della tv e del cinema italiano, ovvero Ricky Tognazzi. Il produttore ricorda l'esperienza a teatro che l'ha visto protagonista insieme al suo amico, ormai scomparso e sottolinea la bravura di Armando che non è stata riconosciuta, a suo avviso, come avrebbe meritato e infatti scrive, salutando anche la moglie dell'attore, Sabina Vannucchi: "Se ne andato Bruno Armando un grandissimo attore che avrebbe meritato di più dal suo lavoro… Io e Simona abbiamo avuto privilegio di lavorare con lui a teatro diretti dall’amico Marco Mattolini. Cogliamo l’occasione per abbracciare Sabina e a tutti quelli che gli volevano bene."