Si è spento all'età di 63 anni, il 21 febbraio, Enzo di Benedetto, protagonista del film "Amore tossico" diretto dal regista Claudio Caligari. La sua battuta "Ma come dovemo svortà e te piji er gelato?", è diventata un vero tormentone. A causare l'improvvisa dipartita è stata un'influenza mal curata, degenerata in broncopolmonite che non gli ha lasciato scampo. Di Benedetto, dopo aver partecipato alla pellicola, ha completamente abbandonato il mondo del cinema per dedicarsi alla sua più grande passione: la politica. Da anni viveva in Umbria con la sua compagna, lontano dai riflettori.

La trama del film di Claudia Caligari

Amore Tossico, presentato al Festival di Venezia dove si aggiudicò il premio come "Miglior opera Prima", in uscita nel 1983, fu considerato da molti una pellicola "sovversiva" per il coraggio di trattare un tema delicato come quello della droga, diventata vero e proprio cancro sociale proprio a cavallo degli anni 70 e 80. Il film, che narrava le difficoltà e la vita disperata di giovani alla ricerca di un futuro migliore, ingabbiati tra povertà e dipendenze, aveva una particolarità: gli interpreti erano tutti tossicodipendenti o ex tossicodipendenti, vicini insomma al mondo delle sostanze stupefacenti. Una scelta che permise di raccontare in maniera cruda e violentemente naturale la realtà dei tossicomani. Nella pellicola c'era anche un attore d'eccezione, Frank Sinatra nel ruolo di Frankie Machine. Il regista sulla difficoltà di dirigere attori con problemi di droga ha dichiarato a Cinecaverna:

E' stato difficile convincerli, soprattutto è stato difficile convincerli a farsi delle iniezioni in vena di sostanze neutre o addirittura disintossicanti: per esempio, quando c’è l’iniezione che deve mimare il brown sugar, e quindi è marroncina, il medico che seguiva il film suggerì una sostanza medicinale, di cui ora non ricordo più il nome, che in realtà era un epatoprotettore, un disintossicante.