Fabrizio Frizzi non era soltanto uno dei volti storici della Rai e tra gli showmen più famosi e di successo della televisione pubblica. Il conduttore, morto a 60 anni la scorsa notte a Roma per una emorragia cerebrale, lascerà un grande vuoto anche nel nostro cinema. I più affezionati lo ricorderanno di sicuro per aver prestato la sua voce a Woody, tra i protagonisti di "Toy Story", film della Disney Pixar del 1996 dedicato al mondo dei giocattoli, un grande classico per tutti gli amanti del genere. Il suo doppiaggio al cowboy, amico inseparabile di Andy e compagno di avventure di Buzz, resterà iconico, avendo fatto divertire grandi e bambini con la sua interpretazione e sostituendo nella versione originale nientemeno che Tom Hanks.

Il suo personaggio è molto determinato, generoso, ma anche molto geloso, e Frizzi gli dà vita con precisione ed entusiasmo. Non solo. Woody ha avuto la sua voce anche in "Toy Story 2 – Woody e Buzz alla riscossa" del 1999, in "Buzz Lightyear da Comando Stellare – Si parte!" del 2000 e in "Toy Story 3 – La grande fuga" del 2010. Prima, aveva doppiato l'Auto Woody in un altro capolavoro animato targato Disney Pixar, e cioè "Cars – Motori ruggenti" del 2006. Pochi sanno che ha anche doppiato per la tv un episodio dei Simpson, intitolato "Amica a pagamento", in cui interpreta John Wilkes Booth. Era il 2014, quattro anni prima della sua improvvisa scomparsa.

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Nonostante la sua vita sia stata il piccolo schermo, il conduttore nutriva un grande amore per il cinema, un sentimento questo che aveva radici ben più profonde e che avevano a che fare con la sua famiglia d'origine. "Sono cresciuto nel cinema – aveva detto Frizzi all'indomani del suo debutto come doppiatore del cowboy Woody -. Mio padre era direttore generale della Cineriz. Chi lascia un segno nel cinema non viene mai dimenticato: non accade altrettanto per la tv". E mostrando, con orgoglio, il telegramma inviatogli dalla casa di produzione americana per complimentarsi con lui per il lavoro svolto aveva sottolineato: "Dicono che si tratta della migliore versione di un cartone animato fatta in italiano. Quello nel cinema è un grande salto, io spero che la mia avventura sul grande schermo continui. Una cosa è certa: non continuerò a fare il doppiatore, semmai doppierò me stesso in un film da me interpretato". E così è stato.