Giorno bruttissimo per la settima arte. A poche ore dalla morte del britannico Alan Rickman, ci lascia anche uno dei volti più interessanti nella storia del cinema italiano: è scomparso Franco Citti, iconico attore feticcio nei film di Pier Paolo Pasolini. A dare la notizia è stato l'altro storico interprete pasoliniano, Ninetto Davoli. Malato da tempo, Citti si è spento a 80 anni nella sua abitazione di Roma.

L'esordio con il capolavoro Accattone

Era nato nel 1935 in una borgata della Capitale, Citti, proprio come i ragazzi di vita che Pasolini raccontava nei suoi romanzi. Il grande regista, cantore dell'umanità del sottoproletariato, lo scoprì e lo scelse per il suo lungometraggio d'esordio, "Accattone", girato nel 1961. Citti vi impersonò il protagonista Vittorio "Accattone" Cataldi, recitando con un realismo e una naturalezza assoluti, malgrado non fosse un professionista. L'anno seguente, tornò a lavorare con il cineasta in "Mamma Roma", al fianco di Anna Magnani, e recitò anche in "Una vita violenta" di Paolo Heusch e Brunello Rondi.

Il sodalizio con Pasolini e con il fratello Sergio

Citti fu diretto da Pasolini in diversi altri film: "Edipo Re" (1967, dove interpretava Edipo), "Porcile" (1969, dove impersonava un cannibale), "Il Decameron" (1971, era Ser Ciappelletto), "I racconti di Canterbury" (1973, Satana) e "Il fiore delle Mille e una notte" (1974, un demone).

La lunga carriera dell'attore comprende anche diversi film diretti dal fratello Sergio Citti, a partire dall'esordio alla regia di quest'ultimo, "Ostia" (1970). Arriveranno poi "Storie scellerate" (1973), "Casotto" (1977) e "Il minestrone" (1981).

Apparve, tra gli altri titoli, in "Seduto alla sua destra" di Valerio Zurlini e in film popolari come "La banda del trucido" o "Roma, l'altra faccia della violenza", ma anche nel primo e terzo capitolo della trilogia "Il Padrino" di Francis Ford Coppola. La sua ultima interpretazione è stata in "E insieme vivremo tutte le stagioni" del 1999.

Citti tra regia e teatro

Nel 1998 esordì nella regia dirigendo, 2con la fraterna collaborazione di Sergio Citti", con "Cartoni animati". Ha recitato in teatro ("I giganti della montagna" e "Tamerlano", nel 1989, per la regia di Carlo Quartucci, ma soprattutto in "Salomè" di Carmelo Bene) e in televisione (tra l'altro in "I promessi sposi", 1989, di Salvatore Nocita).

Ha partecipato inoltre al documentario di Ivo Barnabò Micheli "A futura memoria" (1985) e a quello di Laura Betti "Pier Paolo Pasolini e la ragione di un sogno" (2001).