L'attore Carlo Croccolo è morto questa mattina all'età di 92 anni. A comunicarlo è stata la sua famiglia con un messaggio scritto sulla pagina Facebook intestata all'attore. Nella nota si dà notizia della scomparsa e anche le informazioni per quanto riguarda il funerale, che si terranno il 13 ottobre a Napoli, ovviamente, città che gli ha dato i natali e da cui è partita la sua carriera da attore, che lo ha visto impegnato nelle varie arti, dal Cinema, appunto, passando per la televisione e il Teatro. L'attore, infatti, è stato protagonista dello Spettacolo italiano nei vari ruoli, da attore a regista passando per la sceneggiatura e il doppiaggio.

Quando si terranno i funerali di Carlo Croccolo

Nel comunicato pubblicato sulla sua pagina Facebook si legge: "Questa mattina, alle prime luci dell’alba, si è spento il maestro Carlo Croccolo. Ha vissuto una vita straordinaria come straordinario è stato il suo talento. I funerali si terranno domani, domenica 13 ottobre, alle ore 16,presso la Chiesa San Ferdinando a Piazza Trieste e Trento".

La collaborazione con Totò

Croccolo è stato uno artisti importante per lo schermo, piccolo o grande, italiano, aveva recitato in una decina di film assieme a Totò (da "47 morto che parla" a "Miseria e nobiltà" passando per "Totò lascia o raddoppia?" e "Signori si nasce"), doppiandolo anche in francese: "Ho fatto una decina di film con lui. Credo di essere tra le persone che lo hanno conosciuto meglio. Era severo sul set e formale nella vita. Non aveva la malinconia che certi comici posseggono. Convinto della sua grandezza soffrì un certo ostracismo dalla critica. Gli ultimi anni furono afflitti da menomazioni alla vista. Lavorare in quelle condizioni non era facile, eppure malgrado la cecità fu sempre al centro della scena" disse in un'intervista di qualche anno fa a Repubblica.

La vita artistica di Croccolo

Ma l'attore napoletano ha recitato anche con altri registi importanti, da Mario Soldati a Eduardo De Filippo e Giorgio Strehler, passando per Vittorio De Sica e Sergio Citti, oltre a essere al fiancon di Ingrid Bergman in "Una Rolls-Royce gialla", alternando i ruoli e recitando anche in "Tre uomini e una gamba" con il trio Aldo, Giovanni e Giacomo. Fu anche doppiatore e oltre a Totò si trovò anche a doppiare entrambi sia Stanlio che Ollio, il famoso duo comico americano. Nel 1989 si aggiudicò anche un David di Donatello per la sua interpretazione nel film "‘O re".

Il lato triste della felicità

"Non sono un attore comico, sono il lato triste della comicità" disse nell'intervista a Repubblica, in cui in maniera amara parlò anche delle sue doti attoriali, negando il termine "spalla di" che non gli piaceva e facendo un ritratto di sé molto duro: "È vero non mi sono mai sentito un grande attore. Non lo sono e non ho mai fatto niente per esserlo. Sono come quei cani randagi che Totò cercava, inutilmente, di raccogliere e accudire. Dico sempre: lasciatemi stare. L'insuccesso non mi ha mai scoraggiato. E il successo non mi ha mai montato".