È morto Luciano De Crescenzo, il simbolo culturale, icona di una Napoli che non c'è più. Aveva 91 anni e la sua morte lascia un vuoto gigante almeno quanto la grandezza e la versatilità delle sue opere. Due le vite vissute, ingegnere all'IBM fino alla promozione da dirigente per poi abbandonare tutto e dedicarsi a tempo pieno alla sua reale passione di divulgatore. Ne verranno fuori più di 25 libri (più di 20 milioni di copie nel mondo) e al cinema con opere fondamentali per il racconto della Napoli degli anni '80 in Italia: "Così parlò Bellavista" (1984), con cui vinse 2 David di Donatello", e "Il mistero di Bellavista" (1985) e "32 dicembre" (1988).

Nato nel quartiere popolare di San Ferdinando, coetaneo di Bud Spencer, nome d'arte di Carlo Pedersoli, con cui frequentò le elementari, la reale vocazione di Luciano De Crescenzo è sempre stata la scrittura. Determinante per il suo cambio di percorso fu Maurizio Costanzo che, interessatosi alle sue opere, favorì il successo del suo primo libro, "Così parlò Bellavista", nel 1977. Il libro fu un caso letterario, tradotto in Giappone, vendette subito più di 600mila copie.

Il film "Così parlò Bellavista"

"Così parlò Bellavista" è il film più importante realizzato da Luciano De Crescenzo. Un vero e proprio cult, un'opera che ogni buon napoletano conosce a memoria e che vanta un cast di all-star del teatro e del cinema partenopeo: Benedetto Casillo, Sergio Solli, Gigi Uzzo, Isa Danieli, Riccardo Pazzaglia, Franco Iavarone, Antonio Casagrande, Vittorio Marsiglia e ancora Renato Scarpa, Marina Confalone, Gerardo Scala, Nunzia e Nuccia Fumo e tanti altri. È la storia di Gennaro Bellavista, professore di filosofia in pensione, che dà lezioni private agli inquilini del palazzo. La sua tranquillità ideale verrà sconvolta dall'arrivo nel palazzo del dottor Cazzaniga, milanese nominato come nuovo direttore del personale dell'AlfaSud. Le abitudini del confusionario "uomo d'amore" Bellavista andranno a scontrarsi spesso con quelle di un "uomo di libertà" come Cazzaniga, tra gag e massime che hanno fatto la storia del cinema partenopeo, fino a un finale inaspettato.

Il film con Sophia Loren

Nel 1990 sarà nel cast di "Sabato, domenica e lunedì", versione televisiva della commedia di Eduardo De Filippo, diretta da Lina Wertmüller nel 1990, con un altro all-star cast: Luca De Filippo, Sophia Loren, Pupella Maggio, Enzo Cannavale, Isa Danieli e una giovanissima Alessandra Mussolini. De Crescenzo ha sempre considerato il suo film più riuscito "Croce e delizia", l'ultimo da lui realizzato come regista nel 1995 con Teo Teocoli, Adriana Volpe e Marina Confalone.

La filosofia per tutti

Il grande merito di Luciano De Crescenzo è quello di essere stato capace di fare della filosofia un best-seller, dando la possibilità ai lettori più distratti e disabituati alla materia, di comprendere facilmente i concetti della filosofia antica. Negli anni ottanta e novanta ha condotto per le reti Rai "Zeus – Le Gesta degli Dei e degli Eroi", sui miti e le leggende dei greci.

La particolare malattia

"Il professore", così come era chiamato da tutti, era affetto da tempo dalla prosopoagnosia, una particolare malattia che lo rende incapace di riconoscere i volti delle persone conosciute. È già tra la sua aneddotica, la scelta di girare sempre con un pezzo di carta, da lui scritto e firmato, in cui si scusa con quanti, incrociandolo per strada, non dovesse riconoscere.