Si è spento oggi nella sua casa di Roma, all’età di 88 anni, Ugo Gregoretti, noto regista televisivo e cinematografico, giornalista e drammaturgo italiano. La notizia del decesso giunge in questi minuti, annunciando la scomparsa di un poliedrico artista che nel corso della sua carriera si è misurato con tutte le principali forme espressive e, soprattutto, con i diversi mezzi di comunicazione che veicolano immagini. Ma la televisione e il cinema non sono state le sue uniche case, perché Gregoretti si è misurato anche con il teatro, curando la regia di diversi progetti (spaziando dalla prosa alla lirica), e acquisendo il ruolo di organizzazione e coordinamento di importanti manifestazioni culturali. Per quasi un decennio, negli anni Ottanta, ha diretto e curato la nota Rassegna Benevento-Città Spettacolo e in quegli stessi anni, dal 1985 al 1989, assumeva la direzione del teatro Stabile di Torino.

Le sue inclinazioni documentaristiche gli hanno inoltre dato lustro anche in contesto giornalistico. Nel 2006 si aggiudicava infatti il premio Ilaria Alpi perché considerato "uomo d'alto impegno intellettuale e civile". Non l'unica grande onorificenza ricevuta nella sua vita, essendo stato insignito del titolo di Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana nel 1996, per volere del Presidente della Repubblica, e ancora Cavaliere a distanza di pochi anni, nel 2004.

"La televisione mi aveva educato al reale e alla conoscenza del nostro Paese", raccontava Gregoretti in un'intervista non troppo datata riportata da Terranullius, rimarcando il peso che la formazione televisiva ha rappresentato sulla sua carriera. In positivo, se si giudica dal punto di vista della capacità di mescolare il linguaggio televisivo e quello cinamatografico, ma di certo negativa se si considera lo scetticismo con il quale il mondo del cinema si approcciò al suo passaggio sul grande schermo:

[…] Non mi venne perdonato. Già il mondo del cinema vide con fastidio il fatto che uno della televisione si fosse permesso di diventare regista di cinema, mi definivano come una specie di ripugnante rospo che da uno stagno puzzolente chiamato televisione, si era permesso di saltare nell'Olimpo dei prenci del cinema.

Tra le opere più note di Gregoretti si ricordano "Sicilia del Gattopardo", "Controfagotto", "Il circolo Pickwick", "Ro.Go.Pa.G.", opera quuest'ultima in 4 episodi, ognuno diretto da un diverso regista: oltre a Gregoretti troviamo Rossellini, Pasolini e Godard.