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Nicoletta Braschi: “Tra me e Roberto Benigni ci fu subito una forte intesa, amavamo le stesse cose”

Nicoletta Braschi in una lunga intervista rilasciata qualche tempo fa ad un inserto del Corriere della Sera, parla del suo rapporto con Roberto Benigni, suo compagno di vita e di set. Ricorda gli inizi della sua carriera, prima a New York e poi a Roma, ed in seguito racconta della genesi del capolavoro del regista toscano, “La vita è bella”, di cui è la protagonista femminile.
A cura di Ilaria Costabile
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Nicoletta Braschi è una delle attrici di grande talento del cinema italiano, che il pubblico ha conosciuto nelle vesti di Dora, la protagonista femminile del capolavoro di Roberto Benigni, "La vita è bella", che andrà in onda stasera, 27 dicembre, in prima serata su Canale 5. Compagni sul set, ma anche nella vita, i due attori da quando è avvenuto il loro primo incontro sono stati sempre l'uno il complementare dell'altro, vivendo un amore duraturo e sincero, come racconta in un'intervista proprio l'attrice emiliana.

La genesi de "La vita è bella"

Intervistata qualche tempo fa dall'inserto del Corriere della Sera, la 27esima ora, Nicoletta Braschi ha rotto la riservatezza che da sempre la contraddistingue e ha lasciato che, anche i lettori ed il suo pubblico, potessero conoscere qualche dettaglio della sua vita privata, qualche ricordo che affonda le sue radici agli inizi della sua carriera, quando ha incontrato colui che sarebbe diventato in poco tempo l'uomo della sua vita: Roberto Benigni. Fu lui a sceglierla come protagonista de "La vita è bella", film che valse l'Oscar all'attore e regista toscano, un capolavoro della cinematografia italiana di cui l'attrice parla in questi termini:

Roberto scriveva la sceneggiatura con Vincenzo Cerami. Un’idea straordinaria: la storia di un padre che impedisce al figlio di provare un trauma irreversibile. Una delle gioie della mia vita è sapere che i nostri film parlano contemporaneamente ai semplici e ai, diciamo, sofisticati. Ogni giorno incontro persone che dicono: “Ho amato tantissimo quel vostro film!”; aspetto il titolo e non sempre è La vita è bella. Sul set c’era una particolarità che investiva tutti: un bimbo di cinque anni con cui era meraviglioso lavorare. Con lui Roberto è andato oltre se stesso.

L'inizio della carriera

Il sogno di diventare attrice. presto si fece spazio nell'animo della giovane Nicoletta, che decise di intraprendere la sua carriera inizialmente oltreoceano, convinta di dar vita ad una esperienza incredibile, ma dopo poco fu costretta a ricredersi: "Andai a New York, dove venni ammessa alla scuola di Stella Adler. Mi accorsi, però, che non sarei riuscita a lavorare come avrei voluto con una lingua diversa dalla mia! Dopo tre mesi, rifeci la valigia e mi trasferii a Roma, dove mi aspettavano tre anni meravigliosi di lavoro intensissimo". 

L'incontro con Roberto Benigni

Tornare in Italia, in special modo nella Capitale, le diede l'opportunità di continuare a studiare recitazione, ma soprattutto di incontrare l'allora giovanissimo, ma già estroso, Roberto Benigni. La conoscenza dell'attore fu a dir poco fulminante, entrambi sentirono di aver trovato l'uno la metà dell'altro, come racconta lei stessa:

Nell’80, un paio di mesi dopo il mio trasferimento a Roma, conobbi Roberto Benigni. Aveva 28 anni ed era già amatissimo da tutti. Ci presentarono amici comuni e fin dai primi giorni cominciò un lavorio ininterrotto di costruzione, un’intesa che sarebbe sfociata nel nostro lavoro in comune. Roberto era ed è un grande maestro. Da allora ci siamo nutriti delle stesse cose. Veniva a prendermi all’Accademia e andavamo al cinema quasi tutti i giorni; quando si riusciva anche a teatro. Ci passavamo i libri. Adoravamo Isaac Bashevis Singer. A proposito dei ruoli che ho ricoperto nei film non ne sono responsabile. Tra me e Roberto il dialogo era fittissimo, ma io non sono mai stata capace di propormi. Così è stato anche con gli altri registi che mi hanno diretta.

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