Paolo Genovese sarà regista di uno spot realizzato con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica circa le malattie infiammatorie croniche intestinali (Mici) e il loro affetto sulla qualità di vita dei pazienti. La decisione nasce da un’esperienza personale del regista il cui figlio maggiore, Pietro, è affetto dal morbo di Crohn, come ha raccontato all’agenzia Dire: “Ho deciso di sposare questa causa fondamentalmente per un motivo familiare, perché mio figlio maggiore, Pietro, è affetto dal morbo di Crohn. Quando sono entrato in contatto con il professore Alessandro Armuzzi, che lo ha in cura, col tempo ho capito la gravità e la problematicità di questa malattia”.

Simone Sabbioni protagonista dello spot

È il nuotatore Simone Sabbioni il protagonista dello spot girato da Genovese. L’atleta è affetto da colite ulcerosa al momento in remissione. Il progetto è stato presentato questa mattina al Senato in occasione di una conferenza stampa organizzata da da Ig-Ibd – The Italian Group for the study of Infiammatory Bowel Disease. Genovese ha aggiunto: “Quando mi hanno proposto di fare qualcosa in ambito della comunicazione per far conoscere meglio il morbo di Crohn, ma soprattutto per far capire che è una malattia curabile, chiaramente ho accettato subito con entusiasmo”.

Il messaggio dello spot girato da Genovese

Lo spot cui Genovese ha accettato di fare da regista lancia un messaggio duplice: da un lato è volto a rassicurare i pazienti circa la possibilità di curare malattie quali il morbo di Crohn e la colite ulcerosa, dall’altro punta a garantire che chi ne ha affetto conduce una vita normale. Calabrese ha concluso:

Lo spot ha un significato multiplo: un lato tende sicuramente a rassicurare, quindi il primo messaggio, fondamentale, è che sia la malattia di Crohn sia le coliti ulcerose possono essere curate; il secondo intende comunicare che i pazienti con queste malattie conducono una vita assolutamente normale, non sono ghettizzati e non hanno grossi problemi nell'affrontare la vita quotidiana; e si tratta di persone ‘trasversali', dal manager alla mamma con il bambino e all'adolescente, fino addirittura ad un campione di nuoto come Simone Sabbioni. Lo spot vuole rassicurare sul fatto che, nonostante queste malattie, la vita può avere una buona qualità. Infine il terzo messaggio, ma non per importanza, è quello di non far sentire soli i malati, ricordando che ci sono dei grandi professionisti che studiano queste malattie, che i passi in avanti sono stati fatti e che c’è un'associazione alla quale ci si può rivolgere, con il fine di sentirsi meno isolati.

Il ruolo di Simone Sabbioni nello spot

Il professor Alessandro Armuzzi, segretario generale Ig-Ibd, ha aggiunto: “È per questo che abbiamo deciso di coinvolgere Paolo Genovese che si è e' dimostrato molto sensibile su questi temi. Il regista ha rappresentato per immagini la storia di un paziente che e' riuscito ad affrontare la malattia senza mai scoraggiarsi e perseguendo sempre i suoi obiettivi. Crediamo che il risultato ottenuto da Genovese possa essere un valido messaggio di speranza e di conoscenza per tutti i pazienti affetti da Mici e per tutta la popolazione”. Infine, il protagonista Simone Sabbioni ha raccontato la sua esperienza:

Questa causa mi sta molto a cuore ed essendoci passato non posso far finta di niente. Nel mio caso lo sport è stata la mia più grande terapia, ma ci tenevo soprattutto a trasmettere il messaggio che da queste malattie se ne può uscire affidandosi a professionisti come quelli di Ig-Ibd, di cui sono testimonial. Bisogna stare bene e volersi bene. Per me è importantissimo che si sappia cosa sono le malattie intestinali croniche, è  necessario sensibilizzare le persone su questo tema. È vero, c’è un blocco all'inizio, è successo anche a me. Io ho avuto la fortuna di avere con me la mia famiglia, che mi è venuta a prendere ma anche l'aiuto di uno psicologo. Ai ragazzi che soffrono di queste patologie, quindi, consiglio di affidarsi, oltre agli specialisti, soprattutto alle persone che gli vogliono bene.