"La Maddalena. Sardegna anni 90. Ciao Giorgio e grazie". Paolo Sorrentino ricorda Giorgio Arlorio, scomparso quest'oggi all'età di 90 anni. Un giovanissimo regista, quello immortalato nella foto, al cospetto di un maestro, giurato al Premio Solinas. In quella occasione, Sorrentino vincerà il premio per la sceneggiatura di "Napoletani", un film che non sarà mai girato riconoscendo anni dopo, proprio durante una conversazione pubblica avvenuta con Giorgio Arlorio alla Casa del Cinema nel 2007, "che è stato meglio così". 

Il rapporto tra Giorgio Arlorio e Paolo Sorrentino

Giorgio Arlorio è stato tra i primi estimatori autorevoli del cinema di Paolo Sorrentino. Curiosamente, entrambi condividevano una laurea in Economia, conseguita prima cambiare radicalmente percorso e dedicarsi al cinema. Un percorso comune anche con Michelangelo Antonioni.

Le opere di Giorgio Arlorio

"Queimada", con Franco Solinas e Gillo Pontecorvo, è di certo il suo lavoro più importante. E ancora "Tepepa", "Il mercenario", "Ogro", tutti contraddistinti da un forte spirito politico. Ha collaborato in forma anonima alle sceneggiature dei film di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Sua la sceneggiatura de "La Patata Bollente", film cult con Renato Pozzetto e Massimo Ranieri sulla percezione dell'omosessualità nell'Italia degli anni '70.

In ricordo di Giorgio Arlorio

Giorgio Arlorio è stato un uomo fondamentale per la carriera di Paolo Sorrentino e per tutto il cinema italiano. Un vero insegnante, che tanto ha dato al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. È stato un docente di grande spessore, un uomo profondo, attento al dialogo e allo scambio. È stato un fervente sostenitore del lavoro dei giovani, anche severo quando necessario. Alla Casa del Cinema sarà allestita la camera ardente sabato mattina, a partire dalle ore 11.