Che un regista come Ron Howard nutra un'intensa passione per la musica non è una novità, come dimostrano i suoi film documentari "The Beatles: Eight Days a Week", dove si parla della band inglese più famosa del mondo e "Made in America" in cui si racconta l'omonimo festival musicale di Jay-Z. A queste due perle cinematografiche se ne aggiunge un'altra, che interessa più da vicino il Bel Paese, protagonista della nuova pellicola di natura musicale sarà, infatti, il tenore conosciuto in ogni angolo del globo: Luciano Pavarotti.

Nell'intervista rilasciata a Variety, durante la proiezione del documentario alla Creative Artists Agency di Los Angeles, Ron Howard ha dichiarato: "la musica è diventata così importante nel medium in generale, che si tratti di script o di documentari. Penso che sia qualcosa per richiamare il grande pubblico. La tecnologia può offrire una sorta di esperienza concertistica,  la nostra intenzione era quella di realizzare una storia di interesse sia artistico che umano su Pavarotti". Nel suo "Pavarotti: Genius is forever" Howard ha voluto ripercorrere la vita del tenore, partendo dalla sua adolescenza, alle prese con il padre anch'egli cantante lirico, fino al successo raggiunto grazie al suo timbro inconfondibile.

La passione di Ron Howard per la lirica

Tra interviste ai familiari e personaggi noti, testimonianze e ricordi di grandi eventi musicali volti alla beneficenza, attività che ha sempre contraddistinto la carriera di Pavarotti e alla quale hanno preso parte grandi nomi della musica internazionale come Bono, Stevie Wonder, Mariah Carrey, non manca il racconto di momenti memorabili. Uno di questi è, sicuramente, l'esibizione del "Nessun dorma" ai Mondiali di calcio nel 1990, insieme ai suoi colleghi ed amici Plàcido Domingo e Josè Carreras, l'album del loro live è ancora uno tra i dischi più venduti al mondo.

Ron Howard, che ha ammesso di aver lavorato tanto alla realizzazione del film, prodotto dallo stesso team di "The Beatles: Eight Days Week", durante la proiezione ha detto: "È così carismatico e c'è un sentire così forte intorno a lui. Questo gli ha permesso di arrivare al pubblico. È stato uno degli obiettivi principali quello di riuscire a raccontare a modo mio la storia di Pavarotti usando  le arie che ha interpretato in modo così brillante". 

Howard continua la sua intervista a Variety raccontando del breve incontro avuto con Pavarotti negli anni Ottanta, grazie al suo amico e co -protagonista in Happy Days, Henry Winkler, e ricorda: "Henry è sempre stato fantastico nel non essere troppo timido. Mi ha preso e siamo andati a cercare Pavarotti e ci siamo presentati rapidamente. Il carisma era evidente. Era la stella della notte" e dopo aver dichiarato la sua grande passione per l'opera lirica, alimentata con questo biopic, ha affermato: "Se potessi cantare come lui, non sarei un regista, questo è sicuro". 

Il film arriverà nelle sale americane dal 7 Giugno e già si preannuncia un grande successo.