9 Maggio 2011
15:11

Peppino Impastato e “I cento passi” contro le mafie

Nei giorni dell’anniversario dell’omicidio di Peppino Impastato, riscopriamo la vita del ragazzo che contro la mafia mise tutto se stesso con I Cento Passi.
A cura di Francesco Zullo
Nei giorni dell'anniversiario ricordiamolo con il film di Marco Tullio Giordana

Da sempre il cinema d'autore italiano ha trovato nella storia una fonte quasi inesauribile di ispirazione, i personaggi della storia recente grazie a ottimi registi, hanno potuto raggiungere il grande pubblico ed uscire dai libri di storia e dalle pagine dei giornali per arrivare anche alle nuove generazioni, che hanno poche possibilità di addentrarsi nella storia più recente. Il 9 maggio del 1978 fu scoperto il corpo esanime di Peppino Impastato, al secolo Giuseppe. Politico, attivista e conduttore radiofonico, Peppino dedicò gran parte della sua breve vita, meno di trent'anni, alla lotta alla mafia nella Sicilia degli anni '70. Alla figura di Peppino Impastato su dedicato nel 2000 un film diretto da Marco Tullio Giordana: I cento passi.

Una sfortunata coincidenza storica rese il 9 maggio 78 un giorno terribile per l'Italia: in quella stessa data Aldo Moro, presidente della Democrazia Cristiana, venne ammazzato dalle Brigate Rosse dopo un lunghissimo rapimento, anche a questo avvenimento il cinema italiano dedicò Buongiorno Notte, film diretto nel 2003 da Marco Bellocchio. La terribile coincidenza relegò nelle pagine della cronaca locale, quasi da subito, l'omicidio compiuto dalla mafia di Peppino Impastato, la cui storia rimase praticamente ignota al grande pubblico fino a quanto con "I cento passi" Marco Tullio Giordana non portò alla ribalta la vicenda. La storia di Peppino Impastato racconta di un ragazzo cresciuto nella mafia siciliana, il padre, lo zio erano mafiosi e il cognato del padre era il capomafia Cesare Manzella, che decide di rompere con il padre per cominciare a un attività antimafia proprio nel cuore del potere mafioso. Peppino cominciò la sua opera con la politica e le lotte più marcatamente sociali. Ma fu con la nascita di Radio Aut, che il giovane comincia davvero ad infastidire le cosche mafiose. Delitti, gli affari condotti dai mafiosi ed il traffico internazionale di droga condotto dal capomafia Gaetano Badalamenti, trovarono grazie alle trasmissioni di Radio Aut la possibilità di venire allo scoperto. Appena un anno dopo la fondazione della radio la mafia decise di eliminare il pericolo rappresentato da Impastato uccidendolo. Impastato si era candidato alle elezioni comunali con la lista di Democrazia Popolare, durante la campagna elettorale una carica di tritolo pone fine alla vita del giovane. Ma il popolo di Cinisi a pochi giorni dal attentato riesce comunque a farlo eleggere al Consiglio comunale.

Grazie ad "I cento passi", la storia di Peppino Impastato venne alla luce dopo più di vent'anni da questi terribili fatti. Parlando del film il regista l'ha descritto come una pellicola che racconta la storia della voglia di fare dei giovani che hanno la volontà di cambiare lo status quo, più che un film sulla mafia. E' l'esempio di Peppino Impastato e il suo grande impegno civile che viene descritto in maniera esemplare dal regista. Polemiche e critiche, non hanno risparmiato "I cento passi" che nonostante tutto è riuscito a raccontare un pezzo d'Italia dimenticato e ad ottenere numerosi premi, David di Donatello e Nastri d'argento. In questi tristi giorni di anniversario, consigliamo a tutti di utilizzare il cinema come strumento della memoria, vi invitiamo quindi a scoprire, o riscoprire, Peppino Impastato attraverso "I cento passi".

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