10 Novembre 2021
16:31

Perché The French Dispatch è il film più atteso di Wes Anderson, tutto quello che c’è da sapere

L’11 novembre arriva nella sale “The French Dispatch”, il film di Wes Anderson presentato anche al Festival di Cannes. L’amore per il giornalismo, per il cinema francese e per quel gusto un po’ retrò, fanno del film uno dei più attesi di quest’anno. Ecco tutto quello che c’è da sapere.
A cura di Ilaria Costabile

Tra i film più attesi dell'anno c'è, senza dubbio, "The French Dispatch", decima regia di Wes Anderson, che finalmente arriva in sala dopo svariati rimandi e il passaggio a Cannes, dove ha entusiasmato chi ha avuto la fortuna di vederlo in anteprima. Come tutte le opere del regista americano, anche quest'ultima è costruita con un'attenzione maniacale per le ambientazioni, i colori, le ispirazioni ad altri cult del cinema, nonché con quel gusto anche un po' retrò che richiama vagamente ai film d'animazione, già presenti d'altronde nella carriera del cineasta. Un progetto del genere, così ricco e corposo, che nasce dopo due anni di lavorazione incessante, non poteva che essere ricco di curiosità ed ecco, quindi, tutto quello che c'è da sapere.

La passione di Wes Anderson per il giornalismo

Il regista ha raccontato in più occasioni di essere un grande appassionato di giornalismo. Tra le sue testate preferite c'è il New Yorker, tra le sue letture da ragazzo e di cui colleziona tutti i numeri a partire dagli Anni Quaranta. Uno dei suoi più grandi desideri era quello di scoprire cosa ci fosse dietro la composizione di un giornale, con una certa attenzione per la narrativa che, infatti, occupava di solito le prime pagine della rivista. Ed ecco che in "The French Dispatch" c'è un chiaro richiamo proprio al New Yorker, come si evince dalle grafiche ben visibili, dalla struttura delle storie che i giornalisti raccontano nel film. La passione per il giornalismo la si vede anche nelle inquadrature del film che, infatti, per la precisione e la simmetria di tutto ciò che appare al loro interno sembra siano delle vere e proprie pagine di giornale.

L'ambientazione è volutamente francese

L'idea di Wes Anderson era quella di realizzare un film francese. Il regista non ha mai negato che tra i suoi punti di riferimento compaiono grandi nomi del cinema come Francois Truffaut, Jean Luc Godard, maestri della Nouvelle Vague che hanno rivoluzionato il modo di utilizzare la macchina da presa. A questo proposito agli attori è stato chiesto di prepararsi vedendo ben cinque film che potessero facilitare l'immersione in un contesto completamente diverso da quello americano. Le pellicole in questione sono dei capisaldi del cinema francese, ovvero: Questa è la mia vita di Jean-Luc Godard, Legittima difesa, Diabolique di Henri-George Clouzot, Il piacere di Max Ophüls e un grande classico come I 400 colpi di François Truffaut. L'intero film è stato girato in Francia, nella cittadina di Angoulême, dove è stata ricreata l'ambientazione di Ennui-sur-Blasé, luogo in cui si trova la sede del giornale.

Il primo film antologico di Wes Anderson

Dopo esperienze di vario genere, anche nel mondo dei film d'animazione, era arrivato il momento anche per Wes Anderson di dedicarsi ad un film antologico, con cui si intende un film su più livelli, ma soprattutto in cui si intrecciano più storie. Ed è così che "The French Dispatch" vede tre racconti principali, con i quali si prova a raccontare il caso di cronaca o cultura da cui è nato l'articolo che in quell'annata è stato il più letto della rivista, affinché si possa commemorare con un'edizione speciale la scomparsa del direttore della testata. A seconda della trama di ogni episodio, cambiano i registri, i toni utilizzati per raccontarlo.

Un cast stellare

Il cast di The French Dispatch è a dir poco eccezionale. Sono tanti i nomi noti e molti sono anche gli attori che hanno già lavorato con Wes Anderson, tra tutti Bill Murray, Adrien Brody, Owen Wilson. Ma la lista di attori che vedremo apparire nel film è straordinaria: Tilda Swinton, Timotheé Chalamet, Benicio Del Toro, Léa Seydoux, Francis McNormand solo per citarne alcuni.

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