29 Febbraio 2020
11:15

Polemiche ai César, Polanski premiato e criticato da Adèle Haenel che abbandona la sala

Le polemiche hanno segnato i Premi César, gli Oscar del Cinema francese, di quest’anno. Nonostante le polemiche dei giorni scorsi, infatti, Roman Polanski, accusato di violenze sessuali, ha vinto tre premi per il film “J’accuse”, compresa quello per la miglior regia. Per questo motivo l’attrice Adèle Haenel e altre persone hanno abbandonato la sala per protesta.

Le polemiche hanno segnato i Premi Cesar, gli Oscar del Cinema francese, di quest'anno. Nonostante le polemiche dei giorni scorsi, infatti, Roman Polanski, accusato di violenze sessuali, ha vinto tre premi per il film "J'accuse", compresa quello per la miglior regia. Polemiche che sono rappresentate nell'immagine dell'attrice Adèle Haenel – in nomination anch'essa per il suo ruolo nel film "Ritratto della giovane in fiamme" ("Portrait de la jeune fille en feu") scritto e diretto da Céline Sciamma -, che nei mesi scorsi aveva ammesso di avere subito violenza sessuale nel mondo del cinema all'età di 12 anni, ha lasciato gridando e protestando la sala in cui si tenevano i premi, seguita da altri invitati, come si vede in vari video che riprendono la scena. Nei giorni ascorsi l'attrice aveva detto al New York Times che premiare Polanski sarebbe stato come "sputare in faccia a tutte le vittime".

Le proteste durante i César

Nonostante le proteste, quindi, l'Accademia Francese ha scelto di premiare il regista con tre premi. Il regista e tutto l'entourage del film hanno preferito non presenziare alla serata. Una serata che si prevedeva già molto tesa, viste le proteste in corso fuori alla sala Pleyel, dove si teneva la 45a edizione dei Cesar, con decine di manifestanti che si erano assemblati per protestare contro il regista: c'è stato anche qualche incidente negli scontri dei manifestanti con le forze dell'Ordine. Nonostante la vittoria de "I miserabili" di diretto da Ladj L, come miglior film, la situazione è diventata fuori controllo all'annuncio della vittoria di Polanski come miglior regista. L'uomo – accusato di violenze sessuali da parte della fotografa francese Valentine Monnier, che sostiene di essere stata da lui picchiata e violentata nel 1975 in Svizzera quando aveva 18 anni -, aveva annunciato la sua assenza come rifiuto di un linciaggio pubblico, dopo aver respinto tutte le accuse.

Gli attori contro Polanski

"È la cosa peggiore che potesse fare l'Accademia dei César, sotto processo per la sua mancanza di democrazia e di rappresentatività, e il peggior messaggio che poteva essere inviato alle vittime di aggressione sessuale" ha scritto il sito Les Inrockuptibles, sottolineando le polemiche. A Mediapart, invece, l'attrice Aïssa Maïga, tra coloro che ha abbandonato la sala, ha detto: "Sono rimasta impietrita, spaventata, disgustata. Ho pensato a tutte quelle donne che vedono quest'uomo acclamato e a tutte le altre vittime di violenza", mentre l'attore Swann Arlaud ha detto di trovare questa vittoria del regista "incomprensibile" e, parlando di Adèle Haenel ha spiegato: "Adèle ha parlato in maniera estremamente brillante, perché non c'era alcuna sete di vendetta, ma un pensiero costruito, è stata veramente forte".

Anche il Ministro della Cultura contro il regista

Nei giorni scorsi sull'argomento si era espresso anche il Ministro Francese della Cultura Franck Riester che aveva criticato la possibilità che il regista e il film potesse essere premiato. A France Info ha spiegato che "sarebbe stato un cattivo esempio rispetto alla necessaria presa di coscienza che tutti noi dobbiamo avere riguardo alla lotta contro le violenze sessuali e sessiste"£. Una dichiarazione che ha scatenato la reazione di tutta la produzione del film che, appunto, ha deciso di boicottare la serata.

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