Un cast di politici nei film di Pupi Avati? Potrebbe non essere un’eventualità remota, almeno nelle intenzioni. È quanto dichiara il regista in un’intervista frizzante rilasciata a Geppi Cucciari e Giorgio Lauro a “Un giorno da pecora”, in onda su Radio Rai1. Per il premier Giuseppe Conte, il regista avrebbe addirittura pensato a un ruolo preciso: “Un ruolo per il premier Conte? "Sarebbe perfetto come direttore di ristorante di grande classe, alla Carlo Cracco, sarebbe seducente e attento”.

La ricetta del successo di Pupi Avati

Il segreto del successo di Pupi Avati passa da una ricetta precisa: mai indulgere nell’autocelebrazione. Si correrebbe così il rischio di sedersi sugli allori: “Bisogna sempre pensare di non aver fatto abbastanza. Se si è soddisfatti si è fottuti, è finita. Per quale motivo? Perché ci si siede, ci si autocelebra. Invece non bisogna mai essere appagati”. Curiosità e dedicazione, quindi, ma che non siano unicamente riferite all’ambizione:

L’ambizione? No. Per me le persone migliori sono quelle vulnerabili, non quelle troppo assertive e sicure di sé. Io sono diventato vulnerabile da anziano. Percepisco le persone più deboli e mi piacciono molto, diventano protagonisti delle mie storie.

L’incidente ai Golden Globe

Avati ha raccontato l’incidente accadutogli nel 1998 quando, a causa di un errore nella comunicazione, si era convinto che il suo film “Il testimone dello sposo” avrebbe vinto il Golden Globe. Il regista, con il suo discorso pronto, si avvicinò al palco pronto a salirvi prima di scoprire imbarazzatissimo di non avere vinto:

C’è stato ‘Il testimone dello sposo’ per il quale siamo entrati nella cinquina dei Golden Globe. Mi ero preparato addirittura un discorso, avevo fatto le prove in caso di vittoria. Poco prima che annunciassero la vittoria, io mi sono alzato pronto a salire sul palco ma a vincere è stato un film olandese. Non sai che cos’è rimanere in piedi, prossimo al palco mentre tutti ti guardano e pensano che tu sia un coglione. È stata la serata più atroce della mia vita. Mi avevano detto poco prima che avevo vinto. Avevo già chiamato tutti a Roma, pure mia moglie. Sarei voluto tornare a casa morto. Mio fratello è rimasto accanto al mio letto tutta la notte perché pensava che mi sarei suicidato.