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16 Novembre 2021
18:00

Quale è il significato del finale di Joker, le possibili interpretazioni

Joker, il film di Todd Philips con Joaquin Phoenix, vincitore alla Mostra del Cinema di Venezia, è riscontrato un enorme successo anche per il suo finale enigmatico che ha lasciato molti dubbi agli spettatori.
A cura di Ilaria Costabile
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Uno dei personaggi più noti del cinema è senza dubbio il villain della saga di Batman, ovvero, Joker. Nel 2019 Todd Philips firma la regia di Joker, film dedicato all'antagonista del Cavaliere oscuro e vincitore alla Mostra del Cinema di Venezia di quell'anno, con protagonista uno straordinario Joaquin Phoenix, che ha lasciato il pubblico piuttosto stupito per il finale a dir poco enigmatico. L'attore ha vestito in maniera sublime i panni dello storico nemico di Batman e si aggiunge alla lista di interpreti che, prima di lui, hanno ricoperto questo ruolo in uno dei cinecomic più iconici del cinema, come Heath Ledger o Jack Nicholson. La scena finale con cui si chiude il film è un tipico finale aperto che, infatti, ha fatto avanzare varie ipotesi agli appassionati.

La scena conclusiva di Joker

Il film si conclude in maniera a dir poco teatrale, con Arthur Fleck, il vero nome del villain, che punta la pistola alle spalle di Murray Franklin, l'uomo che ritiene possa essere suo padre, uccidendolo. Poco dopo, però, vediamo l'assassino in un ospedale psichiatrico intento a parlare con una dottoressa, facendo risuonare quella risata così enigmatica e inquietante che da sempre caratterizza il suo personaggio. La donna gli chiede quale sia il motivo di tanta ilarità, ma Fleck le risponde che non avrebbe potuto capire la barzelletta che avrebbe voluto raccontarle, pensando in realtà al fatto che con l'omicidio da lui compiuto, Bruce Wayne sarebbe cresciuto senza genitori. La scena, però, si conclude in maniera del tutto inaspettata, con Joker che si allontana dalla stanza dell'ospedale, e lascia dietro di sé delle scie di sangue, come se volesse far intendere di aver ucciso anche la dottoressa che gli stava accanto.

Il finale immaginario dei fan e la spiegazione di Todd Philips

La domanda che tutti si sono posti, quindi, era la seguente: tutto questo, compresi i due omicidi, sono stati compiuti davvero oppure si è trattato di un'elaborazione mentale di Arthur Fleck? Alcuni hanno ipotizzato che, in realtà, tutto il racconto sia il frutto della mente del protagonista, visibilmente fuori di senno e che, vedendo di sfuggita Bruce Wayne, lui ammetta di essere colpevole dell'assassinio del padre. Nulla di confermato nemmeno dal regista che, in effetti, non ha mai rilasciato una dichiarazione in merito, ma ha sempre giocato sull'idea che l'intero film potesse essere un contorno di tutto ciò che, in realtà, prende forma nella mente del protagonista. Todd Philips, però, ha voluto sottolineare un dettaglio interessante che riguarda proprio il tratto caratteristico di Joker, ovvero che la risata con cui si conclude i film è l'unica vera e scaturita sinceramente, le altre che scoppiano durante il film sono, invece, la conseguenza delle sue patologie o, in qualche modo, indotte dal contesto in cui si trovava.

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