Mentre in buona parte d'Europa la risalita dei contagi da coronavirus sta facendo tornare la paura di un nuovo lockdown, continuano ad emergere posizioni negazioniste rispetto all'esistenza del virus e all'uso della mascherina e alle misure di prudenza. Misure benedette da Richard Gere, che ospite del Giffoni Film Festival in videoconferenza, ha parlato ai ragazzi protagonisti della cinquantesima edizione della manifestazione campana, raccontando la sua esperienza personale con il virus: "Mi fa piacere che voi stiate indossando la mascherina. Il Covid ha portato via due persone molto vicine a me. La mia maestra di recitazione e un mio amico produttore musicale. Per favore state attenti, è una cosa molto seria".

Non è mancato un passaggio relativo al suo impegno personale in molte iniziative di beneficenza e campagne per stimolare la consapevolezza del pubblico nei confronti dei grandi problemi attuali, come accaduto anche l'anno scorso, quando l'attore è salito sulla nave Open Arms, attaccando l'allora ministro dell'Interno Matteo Salvini:

Quando faccio qualcosa io probabilmente fa più rumore perché sono famoso, ma le mie azioni non sono più importanti di quelle degli altri. Non dobbiamo necessariamente fare grandi gesti, basta anche una piccola cosa quotidiana, come non arrabbiarci, come essere generosi. Siamo tutti fisicamente in grado di aiutare qualcuno, quindi, nelle 24 ore di una giornata, possiamo avere tante occasioni di dare una mano.

E Richard Gere spiega ai giovani ragazzi che prendono parte al festival il senso di questo suo impegno personale: "Io credo che ci siano due cose su cui lavorare in questa vita: la saggezza e la compassione. Noi viviamo in una stretta interconnessione con tutti, non siamo entità separate e non possiamo isolarci. Amore è augurare a tutti di essere fiero di aver aiutato altre persone a stare meglio".