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7 Ottobre 2014
10:51

Ritrovato “The Eternal City”, il film in cui recitò Mussolini

È stata la studiosa Giuliana Muscio a ritrovare la pellicola negli archivi del Museum of Modern Art di New York. Il film sarà presentato alle Giornate del Cinema Muto di Pordenone. In “The Eternal City”, Mussolini partecipò sia come attore che come collaboratore, influenzandone profondamente la trama.
A cura di Daniela Seclì
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Non tutti conoscevano l'esperienza che Benito Mussolini ha avuto nel campo del cinema. Nel 1923, infatti, meno di un anno dopo la Marcia su Roma, ha preso parte alla lavorazione del film "The Eternal City". Si tratta di una produzione hollywoodiana dell'ebreo polacco Schmuel Gelbfisz, noto come Samuel Goldwyn. Il film è tratto da una pièce di Hall Caine, poi riadattata alla situazione politica italiana.

A collaborare nella realizzazione del film, il regista George Fitzmaurice, Lionel Barrymore e poi Benito Mussolini, che offrì agli americani tutto ciò di cui avevano bisogno, dagli esterni come il Colosseo alle comparse. Il cineoperatore Arthur Miller, su di lui disse:

"Mussolini era così entusiasta del progetto che teneva il suo ufficio aperto per noi a qualsiasi ora."

Nella pellicola, però, fa anche una breve apparizione come attore.

Il ritrovamento della pellicola e la presentazione alle Giornate del Cinema Muto di Pordenone

Questa pellicola, che sembrava essere ormai perduta, è stata ritrovata negli archivi del Museum of Modern Art di New York. In realtà, sono disponibili solo 28 minuti del film. Oggi sarà presentato alle Giornate del Cinema Muto di Pordenone. Sarà Giuliana Muscio ad occuparsene. È stata lei, infatti, a scoprire questo film. Secondo le dichiarazioni riportate dal Messaggero Veneto, però, il contenuto era ben diverso rispetto a quello descritto da altri studiosi in passato:

"Non che del film non si fosse mai parlato prima: Giampiero Brunetta ne scrisse molti anni fa su Repubblica e Kevin Brownlow lo cita nel suo libro “Dietro la maschera dell'innocenza”. Ma hanno raccontato cose che io non ho visto, quando finalmente l'ho trovato".

La trama

I personaggi protagonisti del film sono David Rossi e Roma. I due si giurano amore eterno. La vita, però, li separa. David va a combattere nella Grande Guerra, si unisce ai fascisti e diventa il braccio destro di Mussolini. Roma, invece, diventa una scultrice, grazie anche al sostegno di un barone. Quando David torna, ingelosito dal rapporto tra Roma e il barone, uccide quest'ultimo. Roma si accuserà del delitto, per salvare David. Lui comprenderà, allora, che lei lo ha sempre amato. Confesserà la propria colpevolezza e Mussolini gli concederà la grazia. Così, potrà tornare a vivere il suo amore con Roma. Giuliana Muscio ha spiegato:

"Evidentemente Mussolini accordò il permesso di girare il film a patto che avesse un'impronta filo-fascista. Del resto gli americani guardavano con interesse alla figura di un giovane leader che portava ordine nel Paese, un uomo considerato d'azione e non negativo."

L'impronta di Mussolini all'interno della trama appare evidente:

"Essendo giornalista e drammaturgo quando lesse la sceneggiatura Mussolini diede senz'altro dei suggerimenti. Lo confermano almeno due particolari: il fatto che le camicie nere sono paragonate ai Mille di Garibaldi (certo non fu un'idea della sceneggiatrice ufficiale, un'americana che forse nemmeno sapeva dov'era l'Italia) e che il leader del fascismo diventa un personaggio della storia, permettendone il lieto fine quando firma la liberazione di David."

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