Anche lo storico Studio Ghibli, quello dei capolavori di Hayao Miyazaki, si converte all'animazione in computer grafica 3D, ormai da anni comunemente utilizzata nei film animati di Hollywood, da Disney Pixar a DreamWorks Animation. La casa di produzione giapponese annuncia la produzione del suo primo film completamente 3D, "Earwig e la strega", tratto dal romanzo omonimo di Diana Wynne Jones. A dirigerlo sarà Goro Miyazaki, figlio d'arte che ha ereditato la passione per gli anime da papà Hayao e ha già diretto "I racconti di Terramare" e "La collina dei papaveri". Nel progetto sono coinvolti anche Miyazaki senior (sviluppo e produzione del progetto) e  il cofondatore dello Studio Ghibli Toshio Suzuki (produzione). Uscirà in televisione su NHK General questo inverno.

La trama di Earwig e la strega

"Earwig e la strega" (pubblicato anche in Italia, dov'è edito da Salani) non è il primo libro dell'autrice britannica Diana Wynne Jones a interessare lo studio nipponico: dalla sua penna era nato anche "Il castello errante di Howl", tradotto al cinema da Hayao Miyazaki. La vicenda si incentra sul personaggio di Earwig, cresciuta felice nell'orfanotrofio di St. Morwald e adottata da una coppia misteriosa e bizzarra, Bella Yaga e Mandragora. Earwig si ritrova improvvisamente in una casa magica, tra stanze segrete, pozioni e libri di magia. La sua nuova mamma è infatti una strega (più in basso, la copertina del romanzo).

I più bei film dello Studio Ghibli

La vicenda si adatta perfettamente allo stile poetico dello Studio Ghibli, che già in passato ha raccontato storie di magie e racconti di formazione (pensiamo a "Kiki – Consegne a domicilio"). Sarà però interessante vedere se l'animazione in CG 3D si adatterà allo spirito della casa di produzione con sede a Tokyo, fondata nel 1985. Studio Ghibli è accostato soprattutto ai lavori di Miyazaki, da "Nausicaä della Valle del vento" a "Il mio vicino Totoro", da "Porco Rosso" al premio Oscar "La città incantata" fino all'ultimo "Si alza il vento". Tra i film curati da altri registi, oltre ai già citati titoli del figlio Goro, ricordiamo almeno "Una tomba per le lucciole" e "Pom Poko" di Isao Takahata e "Quando c'era Marnie" di Hiromasa Yonebayashi.