La Cassazione ha confermato il sequestro preventivo dei beni per il regista Pupi Avati e il produttore cinematografico Antonio Avati. I due fratelli sono stati condannati per evasione fiscale dell'Iva relativa agli anni 2012, 2014 e 2015 per un totale di 1 milione e 324mila euro, in quanto "presidente del consiglio di amministrazione e consigliere delegato della Duea Film spa", la loro casa di produzione.

Il verdetto

I fratelli Avati sono inoltre stati condannati a pagare 2mila euro a testa alla Cassa delle Ammende. Con il verdetto depositato il 5 aprile la Suprema Corte ha negato che "la procedura di rateizzazione di cui la società amministrata" da Pupi e Antonio Avati "si era avvalsa, relativamente all'anno 2012, e l'opposizione dagli stessi proposta nei confronti della cartella esattoriale relativa all'anno 2015, potessero escludere la sussistenza dei reati contestati e la confiscabilità del relativo profitto, in relazione alla quale era stata disposta la misura cautelare". La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro l'ordinanza emessa dal Tribunale di Roma il 18 giugno 2018. Curiosamente, la notizia arriva nelle stesse ore in cui viene annunciata la nomina di Pupi Avati a presidente di giuria nel festival "La settima arte. Cinema e industria" che si terrà dal 3 al 5 maggio a Rimini.

Pupi Avati al lavoro su un nuovo film

La Duea Film spa è anche la casa di produzione del nuovo film di Pupi Avati, attualmente in fase di produzione. Si tratta de "Il signor Diavolo", titolo che segna il ritorno del regista emiliano al thriller/horror, genere in cui regalò già film cult come "La casa dalle finestre che ridono", "Zeder" e il più recente "Il nascondiglio". La nuova pellicola uscirà il 22 agosto e vede nel cast Gabriel Lo Giudice, Filippo Franchini, Massimo Bonetti, Alessandro Haber. La storia si ambienta negli anni 50 ed è incentrata sul delitto di un ragazzino ucciso da un coetaneo, un caso di cronaca in cui sembrano coinvolti oscuri rituali e visioni demoniache.