2 Luglio 2015
13:34

Sessismo nel cinema: da Sandra Bullock a Keira Knightley, la denuncia delle attrici

Salari 10 volte più bassi, rifiuto dei produttori di far dirigere il loro film ad una donna, le domande dei giornalisti perennemente incentrate sul gossip: sono queste alcune delle discriminazioni denunciate da diverse attrici di Hollywood. La guerra al sessismo è iniziata.
A cura di Daniela Seclì

Sono tante, le star hollywoodiane che si ritrovano a lottare contro il sessismo che impera nel loro lavoro. Un comportamento impari che passa anche dai media. Se nelle interviste agli attori, si tende a concentrarsi di più sulla carriera e sui progetti lavorativi in atto, nel faccia a faccia con un'attrice, l'argomento predominante è il gossip. Così, diverse personalità hanno lanciato l'hashtag #AskHerMore.

Il sessismo passa anche per il salario. Secondo quanto denunciato da Hilary Swank, infatti, le attrici vengono retribuite 10 volte meno rispetto agli attori. Inoltre, secondo il Center for the Study of Women in Television and Film, solo il 23% dei film prodotti sono diretti da una donna. I produttori sembrerebbero non affidare volentieri dei budget consistenti nelle mani di un team femminile. Non è un caso che Keira Knightley, intervistata da Harper's Bazaar, abbia dichiarato di voler diventare regista per combattere il maschilismo nel cinema. Le sue parole sono state:

"La carenza di donne nei film è ciò che in parte mi ha fatto considerare l'idea di diventare una regista. Le cose non possono cambiare se non ci sono più donne nei ruoli di potere. Vado a lavorare alle 5:30 del mattino e probabilmente non riuscirò a tornare a casa prima delle 21:00. Molti degli uomini con cui parlo mi dicono "È mia moglie a fare tutto". Hollywood ha tanta strada da fare. Non credo che qualcuno possa negarlo, basta considerare quanto siano poche le donne che riescono ad ottenere un ruolo principale. Man mano che sto crescendo sono sempre più interessata al ruolo di regista. Come attrice devi fare ciò che ti viene richiesto. Dopo averlo fatto così tanto a lungo inizi a chiederti se le cose possano andare diversamente e se esiste un viaggio nel senso opposto. Non so se esista ma sono interessata alle persone che l'hanno fatto".

Un'altra donna che sta lottando in questo senso è Sandra Bullock. L'attrice ha accettato di essere intervistata da E!News solo se le fosse stata data la possibilità di denunciare il sessismo hollywoodiano:

 "Mi sembra che sia ricominciata la caccia alle attrici under 30: noi donne veniamo discriminate non per chi siamo ma per come appariamo alla nostra età".

E poi c'è il caso di Rose McGowan, licenziata perché aveva rivelato sul web, alcune indicazioni sessiste presenti nel copione di un film di Adam Sandler. Così è nato un blog su Tumblr che raccoglie tutte le testimonianze di donne americane che lavorano nel cinema o in tv e che hanno subito discriminazioni per via del loro sesso.

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