La Nuova Zelanda è scossa in queste ore per via del terribile attentato terroristico che ha colpito la città di Christchurch, dove due moschee sono state colpite da una sparatoria che ha provocato la morte di 49 persone. Grandissimo è il dolore manifestato da Russell Crowe, forse il più famoso personaggio proveniente dallo Stato dell'Oceania. Nativo di Wellington, l'attore ha pubblicato un messaggio commosso su Twitter. Benché si sia trasferito in Australia ancora bambino, è rimasto molto affezionato al suo Paese di origine.

Morti senza senso, inutili e crudeli.
Il mio cuore si spezza per tutte le famiglie coinvolte, e per la bella gente della Nuova Zelanda, ai cui cuori questo dolore resterà legato, per molto tempo.
Kia Kaha.

Il significato di Kia Kaha, la frase di Russell Crowe

Al di là delle parole di cordoglio, curioso è l'augurio che chiude il tweet. Quel "Kia Kaha" è una frase in lingua Maori – l'idioma della popolazione tribale autoctona della Nuova Zelanda – e significa "Siate forti". Resa nota dall'uso da parte del 28º battaglione Maori durante la seconda guerra mondiale, è molto utilizzata nei media (è presente in diverse canzoni) ed è associata a un'altra triste circostanza che afflisse la stessa città di Christchurch. Nel 2011 un forte terremoto colpì la località situata sulla costa orientale della nazione e "Kia Kaha" divenne la frase utilizzata per sostenere la città e ai suoi abitanti nel momento del bisogno. Peraltro, lo stesso Crowe ha sangue Maori nelle vene: una sua antenata dal lato materno apparteneva a questa etnia.

La strage in Nuova Zelanda

Il massacro in Nuova Zelanda è stato compiuto da parte di due diversi commandi di militanti suprematisti bianchi, che hanno fatto fuoco nella Moschea di Al Noor e in quella di Masjid nell'ora della preghiera. Ad ora risultano 49 vittime di religione musulmana. A rendere la vicenda ancora più agghiacciante è la scelta, da parte dei terroristi, di filmare la scena dell'assalto in alcuni video da trasmettere online in diretta. Il particolare maggiormente inquietante per gli italiani è però un altro: sembra che sui caricatori degli assassini fosse scritto il nome di Luca Traini, l'uomo responsabile dell'attentato xenofobo di Macerata.