La censura colpisce Hollywood, in seguito alle recenti stragi che hanno sconvolto gli Stati Uniti. Dopo i massacri avvenuti a El Paso (Texas), Dayton (Ohio) e Gilroy (California), ad opera di suprematisti bianchi, Universal ha deciso di cancellare l'uscita del film "The Hunt", previsto nelle sale americane dal 27 settembre. Con un cast che conta tra gli altri Hilary Swank ed Emma Roberts, il film è stato bloccato ufficialmente per evitare il rischio di emulazione, ma l'impressione è che la decisione sia stata causata da un duro attacco da parte del presidente Donald Trump.

The Hunt, la trama e il cast

Questo il comunicato ufficiale: "Se Universal Pictures aveva già sospeso la campagna promozionale per The Hunt, dopo un'attenta valutazione lo studio ha deciso di annullare anche l'uscita del film. Siamo al fianco dei nostri registi e continueremo a distribuire film in collaborazione con creatori audaci e visionari, come quelli associati a questo thriller sociale satirico, ma comprendiamo che ora non è il momento giusto per mandare in sala questo film". "The Hunt" è diretto da Craig Zobel e prodotto dalla Blumhouse, la lanciatissima casa di produzione specializzata in horror e thriller a basso budget ma di grande successo, da "Paranormal Activity" a "La notte del giudizio", da "Scappa – Get Out" a "Auguri per la tua morte". Il film racconta di dodici persone scelte come prede per una folle caccia all'uomo da parte di un gruppo di miliardari. Una di loro, Crystal, si ribellerà all'atroce destino e da preda si trasformerà in cacciatrice. Oltre alle già citate Hilary Swank ed Emma Roberts, il cast comprende Betty Gilpin, Ike Barinholtz, Ethan Suplee e Justin Hartley. Probabile, a questo punto, che il film uscirà solo in streaming, forse sulla piattaforma NBCUniversal di prossima apertura. Non è peraltro la prima volta che il cinema prende decisioni simili: pensiamo al caso di "Bastille Day" ritirato dai cinema francesi dopo l'attentato di Nizza, al film sul terrorismo islamico "Made In France" mai uscito in sala, o alla scena della strage al cinema eliminata da "Gangster Squad" dopo l'analogo episodio di Aurora, in Colorado.

L'attacco di Donald Trump

Dietro la scelta di Universal, sembra celarsi una mossa politica. Donald Trump ha commentato le terribili sparatorie che in una manciata di giorni hanno sconvolto gli Stati Uniti, con 22 morti a El Paso, 9 a Dayton e 4 a Gilroy, tutte ad opera di killer simpatizzanti della causa suprematista (movimento di estrema destra, fortemente xenofobo e razzista). Il presidente ha scaricato la responsabilità sui media, colpevoli di "alimentare le fake news" che a loro volta, "contribuiscono ad aumentare una rabbia montata nel corso di molti anni". Il 9 agosto, ha ribadito il concetto attaccando direttamente il cinema americano e in particolare "The Hunt". Benché non ne venga nominato il titolo, è implicito il riferimento alla pellicola di Zobler:

La Hollywood liberal è razzista ai massimi livelli e con grande rabbia e odio! A loro piace definirsi "Elite", ma non sono Elite. In realtà, spesso sono le persone a cui si oppongono così fortemente che sono in realtà l'Elite. Il film che esce è fatto per infiammare e provocare il caos. Creare violenza, e quindi provare a incolpare gli altri. Sono i veri razzisti e fanno molto male al nostro Paese!

Ma The Hunt è una storia già raccontata da Hollywood

E dire che "The Hunt" è tutt'altro che una storia originale, ma un soggetto che Hollywood ha portato sul grande schermo un'infinità di volte. All'origine c'è infatti il racconto "La partita più pericolosa" scritto da Richard Connell nel 1924 e pubblicato in Italia qualche anno più tardi dai Gialli Mondadori. Al cinema è stato già adattato in "Pericolosa partita" con Joel McCrea e Fay Wray (1932), "A Game of Death" (1945), "La preda umana" con Richard Widmark (1956), "Bloodlust!" (1961), "The Woman Hunt" (1973), "Turkey Shoot" (1982), "Senza tregua" di John Woo con Jean-Claude Van Damme e "Sopravvivere al gioco" (1994), senza contare film affini come "Battle Royal" e il popolarissimo "Hunger Games", kolossal con Jennifer Lawrence che Hollywood non si è mai sognata di censurare.