Verranno consegnate a tre professionisti sanitari tre targhe, denominate David di Donatello-Riconoscimento all'onore, per il contributo che attraverso la ricerca e l'assistenza hanno apportato alla ripresa in sicurezza delle attività delle produzioni cinematografiche e audiovisive a Roma e in Italia durante l'emergenza sanitaria da Covid-19. L'annuncio è stato divulgato da Piera Detassis, presidente e direttore artistico dell'Accademia del Cinema Italiano-Premi David di Donatello.

A chi verrà consegnata la targa

I professionisti sanitari a cui verrà consegnato questo riconoscimento, un ulteriore attestato di stima nei confronti di una categoria simbolo di questi lunghi mesi di pandemia, sono: Silvia Angeletti (Direttrice dell'Unità Operativa Complessa Laboratorio di Analisi, Policlinico Universitario Campus Bio-Medico), Ivanna Legkar (Direttrice Farmacia e Area Test anti Covid – Gemelli a Casa SpA, Policlinico Universitario Agostino Gemelli) e Stefano Marongiu (Coordinatore Infermieristico USCA-R, Unità Speciale di Continuità Assistenziale – Regione Lazio, Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani). Quest'anno la cerimonia di premiazione dei David si svolgerà in presenza nella serata dell'11 maggio, diversamente dallo scorso anno, quando non c'è stata la possibilità di realizzare il consueto incontro televisivo, con Carlo Conti solo in studio.

Il valore del riconoscimento

L'iniziativa è stata promossa e annunciata da Piera Detassis, in accordo con il Consiglio Direttivo composto da Francesco Rutelli, Carlo Fontana, Nicola Borrelli, Francesca Cima, Luigi Lonigro, Mario Lorini, Domenico Dinoia, Edoardo De Angelis, Francesco Ranieri Martinotti, Giancarlo Leone. La ripresa delle attività cinematografiche è stato il risultato di una collaborazione tra le maestranze del settore, i produttori, i registi, gli attori ma anche coloro che hanno permesso di portare a termine tutte le produzioni sospese, riducendo i rischi imposti dall'emergenza sanitaria ancora in atto attraverso la stesura di un Protocollo, realizzato dal ministero della Cultura, del Lavoro insieme alle strutture sanitarie della Regione Lazio che hanno reso possibile lo screening giornaliero sui vari set, così come è accaduto anche in altre regioni d'Italia.