11 Settembre 2020
12:56

Venezia 77, le mascherine che ricordano le vittime del nazifascismo conquistano il red carpet

Il 10 settembre è stato il giorno di Und morgen die ganze Welt della regista Julia von Heinz. Il cast del film è salito sul red carpet con mascherine che ricordavano i nomi delle vittime del nazifascismo, dal 1943 ad oggi. Il film è il risultato dell’esperienza diretta della regista Julia von Heinz, che ha alle spalle un passato di attivista antifascista.

Il 10 settembre è stato il giorno di "Und morgen die ganze Welt" della regista Julia von Heinz. Il film tedesco, il cui titolo internazionale è And Tomorrow The Entire World, ha portato la politica e la denuncia sociale sul red carpet. Gli attori hanno sfilato con le mascherine su cui erano scritti i nomi delle vittime del nazifascismo e le date della loro morte. Mala Emde, Noah Saavedra, Tonio Schneider, Luisa-Céline Gaffron, i protagonisti di questo film, hanno raccontato alla stampa di aver frequentato per lungo tempo gli attivisti Antifa, al fine di entrare al meglio nelle atmosfere del film.

I nomi delle vittime del neonazismo

Sophie Scholl, Alberto Adriano, Silvio Meier, Mercedes Kierpacz, Oury Jalloh, Marwa el-Sherbini, Fatih Saraçoğlu, tra i nomi visibili sulle mascherine degli attori. Sophie Scholl, attivista tedesca legata alla resistenza d'ispirazione cristiana, considerata martire dalla chiesa cattolica, fu ghigliottinata a Monaco di Baviera per aver aiutato la Resistenza contro il regime nel 1943. Alberto Adriano era un macellaio emigrato dal Mozambico in Germania, pestato a morte nella notte tra il 10 e l'11 giugno 2000 da tre ragazzi neonazisti nel parco di Dessau. Silvio Meier, attivista della sinistra alternativa, ucciso dai neonazisti a Berlino nel 1992. Oury Jalloh era un richiedente asilo morto in un incendio in una cella di polizia a Dessau. Non riuscì a scappare perché legato mani e piedi a un materasso. Marwa El-Sherbini, egiziana residente in Germania, uccisa nel 2009 durante un'udienza presso il tribunale di Dresda. A pugnalarla a morte fu Alex Wiens, contro cui la donna aveva testimoniato per abusi verbali ai suoi danni. Mercedes Kierpacz, di origini sinti-polacche, è una delle 43 vittime della recente strage di Hanau, avvenuta il 19 febbraio 2020 quando un estremista di destra ha sparato all'impazzata in un bar, l'Arena Cafè. La donna era incinta. Nel bar perse la vita anche Fatih Saraçoğlu, immigrato turco.

La trama del film

In una Germania sconvolta da una serie attacchi terroristici di stampo neonazista, una ventenne di nome Luisa, si unisce agli Antifa per contrastare e combattere l'estrema destra. In questo scenario, Luisa cercherà di legarsi ad Alfa, attivista antifascista del quale è innamorata. Il film è il risultato dell'esperienza diretta della regista Julia von Heinz, che ha alle spalle un passato di attivista antifascista.

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