Viola Davis non ha bisogno di presentazioni, è una delle attrici più conosciute del panorama cinematografico americano. Un'attrice di spessore, che ricordiamo in ruoli difficili forti come la tenace governante del film "The Help" accanto ad Emma Stone, oppure indimenticabile nelle vesti della spregiudicata Annalise Keating nella serie televisiva di immenso successo "Le regole del delitto perfetto", che ha mostrato le sue fragilità in una lunga intervista al settimanale Vanity Fair.

L'infanzia difficile

Eppure, una donna così coriacea nell'aspetto e così volitiva, sicura di sé, non ha avuto un'infanzia semplice, anzi, cresciuta nel South Carolina Viola Davis è nata in una famiglia poverissima e con i suoi cinque fratelli ha affrontato gli stenti della fame. Un passato che non si può dimenticare e lo racconta lei stessa in una intervista rilasciata a Vanity Fair:

Quella bambina che ero viene a letto con me ogni sera e si sveglia con me ogni mattina. Fino ai miei quarant’anni ho fatto di tutto per curarne le ferite. Oggi sento che è molto contenta della donna che è diventata. La vedo aprire la porta del frigorifero e prendersi quello che vuole da mangiare insieme a me, infilarsi con me nella vasca a idromassaggio, viaggiare in tutti i luoghi in cui sognava di andare. Penso di averla resa orgogliosa, ho realizzato la vita che sognava.

Il rapporto con la sua fisicità

Nonostante sia una delle attrici più apprezzate del momento, che nel corso degli anni ha collezionato importanti riconoscimenti, non è stato semplice rapportarsi con la sua fisicità. Il rapporto con il suo corpo è sempre stato una sorta di tabù che l'attrice ha sdoganato solo con il tempo, acquisendo consapevolezza e fiducia in sé stessa, come rivela alla nota testata:

Che cos’è la bellezza? Secondo me ha a che fare con l’autenticità. Vuol dire essere sicure di se stesse, sentirsi a proprio agio. Ho cominciato a sentirmi a mio agio con me stessa dopo i 45 anni. C’è voluto tempo per imparare ad amare il colore della mia pelle, la forma delle mie labbra, il mio naso. Non solo ad accettare, ma ad accentuare tratti che, fino a non molto tempo fa, in America erano considerati non attraenti. Rimpiango il tempo che ho buttato via a essere insoddisfatta del mio aspetto

L'augurio a sua figlia

Adesso Viola Davis può definirsi una donna soddisfatta, una donna felice di quello che ha raggiunto nel tempo, ma l'aver raggiunto i suoi obiettivi non le ha fatto dimenticare le difficoltà incontrate per raggiungerli. Invece, quello che augura a sua figlia, Genesis, adottata con il marito Julius Tennon, è la capacità di vivere senza tormentarsi e di godere della serenità di certe scelte:

Conosco tante persone che sono al massimo della carriera e sono insoddisfatte. Hanno raggiunto il loro scopo nella vita, ma hanno perso di vista il significato della vita: realizzare se stessi. Altri, invece, hanno la capacità di vivere con gioia ed è quello che auguro a mia figlia. Perché io, purtroppo, ho sprecato un sacco di tempo a tormentarmi. Sulla porta della camera di mia figlia abbiamo appeso un cartello: ’Se i tuoi sogni non ti fanno paura, vuol dire che non sono abbastanza grandi”.