L’8 agosto 1942, in Inghilterra, si teneva la première di “Bambi”, quinto classico Disney diretto da registi vari e ispirato al romanzo “Bambi, la vita di un capriolo”, dello scrittore austriaco Felix Salten, uscito nel 1923. La storia è quella del cerbiatto dalla coda bianca, Bambi appunto, detto il “Principino” perché figlio ed erede del Grande Principe che, proprio assieme ai suoi genitori e ai suoi amici – il coniglio Tamburino, la moffetta Fiore e la cerbiatta Faline – si lancerà alla scoperta dei segreti della foresta che abitano. Un giorno, però, la mamma viene uccisa dai cacciatori e la perdita devasterà Bambi. Il cerbiatto, però, con l’arrivo della primavera e l’incontro con l’amata Faline, riuscirà a reagire fino al meraviglioso lieto fine.

Una produzione travagliata.

La produzione di questo cult di casa Disney non fu per nulla facile. Tra la Secondo guerra mondiale che incombeva come una spada di Damocle, i continui tagli al budget, lo sciopero che colpì gli studi di Topolino nel maggio del 1941 e l’attacco di Pearl Harbor del dicembre dello stesso anno, rallentarono di moltissimo il progetto. Walt Disney, però, non gettò mai la spugna e riuscì ad organizzare la première inglese il 7 agosto e distribuì il film il 21 agosto su tutto il territorio nazionale. La regola numero uno che Disney impose ai disegnatori e agli animatori fu quella dell’estremo realismo nel riprodurre gli animali, arrivando a portarne degli esemplari anche negli Studios per farglieli vedere più da vicino. Alla sua uscita, non riscosse molto successo al botteghino proprio perché il periodo storico era alquanto complicato. Anche la critica non fu clemente, accusando Disney di aver costruito una trama che metteva gli animali in lotta contro gli umani, unici malvagi del film, lasciando da parte il mondo fiabesco dei film del passato. Ci fu addirittura una sommossa dei cacciatori, che si ritennero insultati dalla pellicola, ma con gli anni (e con le successive riedizioni), il film ha conquistato i favori degli addetti ai lavori e, ancora oggi, grazie a tematiche forti e importanti come la morte, la solitudine, la forza di volontà che supera qualsiasi ostacolo e la solidarietà. È uno dei cult più apprezzati di sempre.

“Bambi”, un capolavoro immortale con musiche da Oscar.

“Bambi” rientra, a gran diritto, tra i 10 capolavori di casa Disney che non ci stancheremmo mai di vedere e che, ogni volta, c’insegna qualcosa e ci fa versare qualche lacrima e, man mano che le stagioni scandiscono la vita e i cambiamenti di Bambi, ognuno di noi può rivedere la propria evoluzione, scandita dalle straordinarie musiche di Frank Churchill e Edward H. Plumb. E con la rivalutazione, arrivarono anche le nomination agli Oscar. La pellicola, infatti, ne ottenne tre – Miglior sonoro, Migliore canzone (“Love is a Song”, di Donald Novis) e Migliore colonna sonora.