Mario Girotti, in arte Terence Hill, oggi compie 75 anni ma lo sguardo sembra sempre quello scanzonato e da guascone di Trinità, il protagonista del film del 1970, di Enzo Barboni. I tempi in cui recitava al fianco di Bud Spencer, formando una delle coppie più famose degli anni ’70, sono decisamente cambiati. Oggi, l’attore è uno dei volti più amati della tv, grazie a fiction di successo come “Don Matteo”e “Un passo dal cielo”, e può festeggiare alla grande una lunghissima carriera, costellata da grandi successi, ma anche da un lungo periodo buio, dovuto alla morte del figlio.

Gli esordi e i primi successi commerciali.

Cerasellain foto: Cerasella

Mario Girotti è nato a Venezia il 29 marzo del 1939 da padre italiano e madre tedesca. Dopo aver trascorso l’infanzia in Sassonia – dove riesce a scampare ai bombardamenti della Seconda guerra mondiale – dal 1944, si trasferisce ad Amelia, in Umbria, paese del padre. L’esordio al cinema avviene per caso: il regista Dino Risi lo nota durante una gara di nuoto e lo sceglie per una piccola parte nel film “Vacanze col gangster”(1951). Dopo quell’esperienza, gira altri film, ma nel frattempo s’iscrive alla facoltà di Lettere e filosofia (che lascerà per frequentare l’Actor’s Studio). I primi successi commerciali sono “Guaglione”(1955), con Claudio Villa, “Lazzarella”(1957) con Domenico Modugno e “Cerasella”, diretto da Raffaello Matarazzo, con Claudia Mori. La svolta arriva con la piccola parte del Conte Cavriaghi ne “Il Gattopardo”(1963), di Luchino Visconti, che lanciò alla grande la sua carriera d’attore.

Lo spaghetti-western e Hollywood.

Lo chiamavano Trinitàin foto: Lo chiamavano Trinità

Nel 1967 sposa Lori Hill, una ragazza statunitense, di origine tedesca, conosciuta sul set di “Dio perdona…io no!”, pellicola in cui conosce anche Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer, e si trasferisce negli USA. E’ da lì che i due decidono di cambiare il loro nome perchè i loro nomi erano troppo “italiani” per i film western. La produzione diede a Girotti una lista di 20 nomi e lui scelse Terence Hill perchè le iniziali erano le stesse di quelle di sua madre, Hildegard Thieme. Dal 1970 parte la loro lunga avventura nel genere spaghetti-western, girando cult come “Lo chiamavano Trinità...” e il sequel “…continuavano a chiamarlo Trinità” (1971). A queste, seguirono “...altrimenti di arrabbiamo”(1974) e “Io sono con gli ippopotami”(1979). Nello stesso periodo, anche Hollywood si accorge di Terence Hill offrendogli ruolo in film come “La Bandera: marcia o muori”(1977) diretto da Dick Richards e “Mister Miliardo”(1977), di Jonathan Kaplan.

La morte del figlio Ross e il periodo buio.

Lucky Lukein foto: Lucky Luke

Dopo la parentesi da regista con il film “Don Camillo”(1983) e “Lucky Luke”(1991) inizia un periodo fatto di buio e depressione. Nel 1990, infatti, muore in un incidente stradale nel Massacchussetts, suo figlio adottivo Ross, di appena 16 anni, col quale aveva girato proprio “Don Camillo” e “Renegade – Un osso troppo duro”(1987). Terence Hill impiegherà anni per riprendersi e lo farà grazia al lavoro, la sua passione, lanciandosi come regista del film “Botte di Natale”(1994) e recitando in “Potenza virtuale”(1997) di Antonio Margheriti.

La rinascita con “Don Matteo”.

Don Matteoin foto: Don Matteo

Gli anni Duemila segnano la sua rinascita. Hill riesce a rilanciare la sua carriera con la serie tv “Don Matteo”, dove è proprio lui il protagonista assoluto, nei panni del prete investigatore amatissimo dal pubblico italiano, recitando per la prima volta con la sua voce. La nona stagione della serie è iniziata a gennaio 2014, riscuotendo lo stesso successo di sempre, e a febbraio Hill è stato ospite anche al Festival di Sanremo. Altra fiction molto apprezzata è stata “Un passo dal cielo”, dove Hill interpreta il ruolo di Pietro, il capo della forestale della regione dell’Alta Pusteria, in Alto Adige. Insomma, anche sono passati 44 anni dal primo film di Trinità, la sua stella continua a brillare in tv e nel cuore di milioni di italiani.