Il 12 marzo 2004 usciva “Tre metri sopra il cielo”, film d’esordio alla regia di Luca Lucini tratto dall’omonimo romanzo best seller di Federico Moccia. Il film racconta la storia di Stefano “Step” Mancini (Riccardo Scamarcio) e Roberta “Babi” Gervasi. Lui è il classico bad boy che passa le sue giornata tra corse clandestine e comportamenti sregolati mentre lei è una studentessa modello che sogna il principe azzurro e la storia a lieto fine. Il destino li farà incontrare, innamorare e scontrare continuamente e la loro storia d’amore s’intreccerà a quella dei loro amici Pollo e Pallina, in un crescendo di emozioni fantastiche ma anche tragiche.

Stereotipi vincenti

La pellicola è stata un vero e proprio cult dei primi anni 2000. Lucini ha saputo cogliere lo spirito del libro di Moccia alla perfezione e a portarlo sul grande schermo in maniera molto spontanea e ispirandosi ai grandi teen movie americani. La storia è molto semplice e il regista cavalca gli stereotipi classici del bello e dannato alla James Dean; della ragazza di indole totalmente opposta che finisce per innamorarsi perdutamente e per la prima volta; delle storie parallele dei personaggi secondari che hanno comunque un peso sulla vicenda principale, eppure riesce a fare breccia nel cuore di milioni di spettatori che, magari, avevano già amato il libro e che erano ansiosi di vedere Step e Babi rappresentati anche al cinema.

Sentimenti senza tempo e due perfetti protagonisti

Lucini riuscì nel suo intento perché in quella storia milioni di giovani potevano immedesimarsi e sognare e, soprattutto, perché riesce a parlare direttamente agli under 20 col loro linguaggio, ma anche ad un pubblico più adulto, perché rimanda all’amore forte e combattuto alla “Romeo e Giulietta”, a quello più scanzonato de “Il Tempo delle Mele”, esempi di sentimenti senza tempo. Naturalmente, la scelta vincente fu anche quella dei due protagonisti Riccardo Scamarcio e Katy Saunders. L’attore, prima di “Tre metri sopra il cielo”, aveva girato già il bellissimo “La meglio gioventù”(2003), di Marco Tullio Giordana e il film di Lucini fu il suo vero trampolino di lancio, regalandogli anche un Globo d’oro come Miglior attore rivelazione. La Saunders, invece, era apparsa solamente nel film “Un viaggio chiamato amore”(2002), di Michele Placido e in “Lizzie McGuire – Da liceale a popstar”(2003), di Jim Fall e anche per lei la pellicola fu una vera e propria manna dal cielo. Ad incorniciare il tutto, c’erano la struggente “Sere nere” di Tiziano Ferro e “E se ne va” de Le Vibrazioni.

Il sequel “Ho voglia di te” e i remake spagnoli

Il successo della pellicola portò anche all’uscita del sequel “Ho voglia di te”, rilasciato nel 2007 e basato sempre sull’omonimo romanzo di Federico Moccia. Stavolta, in cabina di regia c’è lo spagnolo Luis Prieto e, con Riccardo Scamarcio e Katy Saunders, stavolta ci sono anche Laura Chiatti e Filippo Nigro. Ma non solo. Infatti, nel 2010 in Spagna è uscito anche il remake “Tres metros sobre el cielo”, diretto da Fernando González Molina con protagonisti María Valverde, Mario Casas, Nerea Camacho e Diego Martín che si rivelò un grandissimo blockbuster e fu seguito da “Tengo ganas de ti”, diretto sempre da Fernando González Molina e interpretato da Mario Casas, Clara Lago e María Valverde.