Esattamente 20 anni fa, il 13 ottobre 1997, in USA si teneva la première de “L’avvocato del diavolo”, straordinario cult di Taylor Hackford, con tre grandissime star: Al Pacino, Keanu Reeves e Charlize Theron, quest’ultima al suo primo ruolo importante. Partendo dall’omonimo romanzo di Andrew Neiderman, con riferimento alle opere di Milton e ai gironi concentrici de “La Divina Commedia” di Dante, Hackford racconta la storia di John Milton/Satana (Pacino) boss dello studio forense più importante di New York, mentre il ruolo di Faust spetta a Kevin Lomax (Reeves), giovane e promettente avvocato di provincia. Preceduto da una solida fama di vincente, Lomax viene chiamato a New York da Milton, arrivando ben presto ad occupare un posto di rilievo nello studio. Ma si sa, tutto ha un prezzo, a volte anche molto caro.

 Il dilemma interiore, la vanità e il materialismo.

Il tema principale della pellicola è, ovviamente, rappresentato dal dilemma del protagonista Keanu Reeves: l’eterna diatriba tra la volontà di fare la cosa giusta o quella più conveniente, con le relative conseguenze. Vanità, materialismo, scrupoli, ricerca del successo a tutti i costi sono le tentazioni del Diavolo Pacino, in una New York infernale, alle quali l’avvocato Lomax/Reeves difficilmente potrà resistere. Tutti concetti in cui ci si può ampiamente immedesimare a tutti i livelli, ponendosi la domanda: a cosa saremmo disposti pur di avere successo e soldi nella nostra vita? Hackford portava tutto ciò sul grande schermo 20 anni fa, ottenendo un successo che andò oltre ogni aspettativa.

Il tris d’assi Pacino, Reeves, Theron.

“L’avvocato del diavolo” ebbe grande seguito anche grazie alla presenza di uno dei cast più azzeccati di sempre. Il mefistofelico Al Pacino è semplicemente perfetto per il ruolo di Milton, anche nei suoi eccessi, talvolta più teatrali che cinematografici. La sua performance cattura la nostra attenzione dal primo minuto in cui entra in scena fino all’ultimo e la percezione che si trovi tremendamente a suo agio nel ruolo di Milton/Satana è enorme. L’interazione con l’ambizioso ma, inizialmente, ignaro avvocato Lomax/Keanu Reeves è straordinaria. Reeves si muove tra le “spire” del Diavolo passando dalla cieca fiducia allo sgomento con estrema naturalezza, fino alla decisione estrema che cambierà apparentemente le carte in tavola. Il quadro è completato da Charlize Theron. L’attrice sbalordisce nei panni di Mary Ann, moglie di Lomax bellissima, depressa e paranoica, in preda a terribili allucinazioni, e già da allora, per lei, si presagiva un futuro dorato ad Hollywood.

153 milioni d’incasso globale.

Oltre al cast stellare, Hackford riuscì a mettere insieme una squadra di numeri uno composta da Tony Gilroy e Jonatham Lemkin, autori della sceneggiatura; Andrzej Bartkowiak alla fotografia e Bruno Rubeo alle scenografie. Le musiche – accompagnamento fondamentale per i diversi “quadri” di cui è composta la pellicola – furono affidate a James Newton Howard, Mick Jagger e Keith Richards (infatti, il brano che sentiamo alla fine è “Paint It, Black”, dei Rolling Stones) mentre gli effetti speciali furono curati dalla Computer Film Company, con la supervisione di Stephanie Powell e Richard Greenberg. Partendo da un budget di 57 milioni di dollari, gli incassi della pellicola sfiorarono i 153 milioni e, a distanza di 20 anni, è sempre un piacere rivederlo.