È una chiusura non priva di polemiche quella della 75esima Mostra del Cinema di Venezia, che sabato 8 settembre ha incoronato con il Leone d'Oro Roma di Alfonso Cuaron. Una vittoria peraltro altamente attesa, ma che ha scatenato le proteste degli autori e degli esercenti italiani contro Netflix, il colosso dello streaming digitale che distribuisce il film e che è ormai in guerra aperta con le sale. Il tema è delicatissimo ed è destinato a far discutere. Questo il comunicato stampa congiunto di Anac (Associazione Nazionale Autori Cinematografici), Fice (Federazione Italiana Cinema d’Essai) e Acec (Associazione Cattolica Esercenti Cinema), in rivolta contro la decisione di premiare il film:

L’ANAC – Associazione Nazionale Autori Cinematografici – insieme a FICE e ACEC in coerenza con quanto dichiarato in occasione della conferenza stampa della Mostra nel mese di luglio a Roma, ribadiscono la loro contrarietà circa la scelta di aver inserito nel concorso di Venezia alcuni film non destinati alla visione in sala, diversamente da quanto aveva deciso il festival di Cannes. Nel pieno rispetto delle scelte della giuria presieduta da Guillermo del Toro e senza nulla togliere all’alta qualità del film “ROMA” di Alfonso Cuaròn, vincitore del Leone d’Oro, ANAC, FICE e ACEC ritengono iniquo che il marchio della Biennale sia veicolo di marketing della piattaforma NETFLIX che con risorse ingenti sta mettendo in difficoltà il sistema delle sale cinematografiche italiane ed europee. Il Leone d’Oro, simbolo della Mostra internazionale d’arte cinematografica da sempre finanziata con risorse pubbliche, è patrimonio degli spettatori italiani: il film che se ne fregia dovrebbe essere alla portata di tutti, nelle sale di prossimità, e non esclusività dei soli abbonati della piattaforma americana. ANAC, FICE e ACEC reiterano la richiesta al direttore Barbera di rivedere per il prossimo anno la sua posizione, mentre chiedono al Ministro della Cultura di varare con la massima sollecitudine norme che regolino anche da noi come avviene in Francia un’equa cronologia delle uscite sui diversi media.

Tutti i film di Netflix a Venezia 2018

La posizione tanto contrastata della Mostra del Cinema e della Biennale è diametralmente opposta a quella del Festival di Cannes, che ha deciso di non dare alcuno spazio ai film di Netflix. Roma non è l'unico film distribuito dal colosso online ad aver partecipato a Venezia: in tutto, le pellicole in questione sono ben sei. Gli altri titoli sono 22 July di Paul Greengrass, The Ballad of Buster Scruggs dei fratelli Coen (entrambi in concorso), il film italiano di Orizzonti Sulla Mia PelleThe Other Side of the Wind di Orson Welles (pellicola incompiuta del grande regista rimontata e finita dopo 40 anni) e il documentario sullo stesso Welles They’ll Love Me When I’m Dead, questi ultimi due fuori concorso.

Come sarà possibile vedere Roma

Precisiamo che il noto canale di streaming non dovrebbe essere l'unica possibilità per vedere il bellissimo film di Cuaron, grande affresco del Messico anni 70, la cui potenza visiva merita assolutamente una visione in sala. La pellicola verrà distribuita su Netflix a partire dal 14 dicembre 2018, ma in Italia (così come negli Usa) uscirà anche in alcune sale cinematografiche selezionate. Anche Sulla Mia Pelle, sulla morte di Stefano Cucchi, uscirà contemporaneamente su Internet e al cinema, dal 12 settembre. L'impressione è che la stessa Netflix sia sempre maggiormente intenzionata a portare i propri film in sala, in una distribuzione su grande schermo parallela a quella sul web. Anac, Fice e Acec, al contrario, chiedono che la legislazione italiana diventi più simile a quella francese, secondo cui tra l'uscita in sala e l'approdo in streaming devono passare ben 36 mesi. Il timore, evidentemente, è che la presenza su Internet scoraggi il pubblico dal recarsi al cinema. Un film come Roma, però, con i suoi 135 minuti di durata, la fotografia in bianco e nero e la storia di una cameriera india nella Città del Messico del 1970, davvero ha speranze di fare grandi incassi e piacere al pubblico abituato ai blockbuster?

Le parole di Barbera e Cuaron

Il direttore della Mostra Alberto Barbera, anticipando la polemica, ha riferito a margine della premiazione: "Bisogna guardare avanti. Siamo in un periodo di transizione. Bisogna prendere atto delle nuove realtà come Netflix, Amazon e altri operatori analoghi che verranno. Io sono d’accordo con Cronenberg quando dice che tutte le polemiche di oggi sulle trasformazioni che il cinema sta subendo sono solo l’effetto di una nostalgia. Il processo non è compiuto, è in divenire. E bisognerà confrontarsi nei prossimi anni con tutti i soggetti coinvolti. Ma negare questa realtà è perdente". Lo stesso Cuaron ha commentato: "Il mio film è la dimostrazione che l'esperienza umana è universale. Tutta questa discussione frivola sul nuovo sistema di fruizione delle opere cinematografiche, che sia in una sala o su una piattaforma in streaming, non tiene conto del fattore più importante, la diversità, la grande diversità".

Tutti i vincitori di Venezia 2018

Oltre al Leone d'oro a Roma, ecco tutti i premi della Mostra di Venezia 2018. Il Leone d'argento per la regia è andato al francese Jacques Audiard per il western "The Sisters Brothers", suo primo film in inglese con Joaquin Phoenix e Jake Gyllenhaal. Yorgos Lanthimos ha portato a casa il Gran Premio della Giuria per "La favorita", che ha regalato anche una meritata Coppa Volpi alla bravissima Olivia ColmanWillem Dafoe nei panni di Van Gogh in “At Eternity’s Gate” di Julian Schnabel ha invece conquistato il premio per la miglior interpretazione maschile. Ben due i premi a “The Nightingale” di Jennifer Kent, insignito del Premio Speciale della Giuria e del Premio Marcello Mastroianni a Baykali Ganambarr come miglior attore emergente. I veterani Joel e Ethan Coen hanno infine conquistato il Premio alla Migliore sceneggiatura per “La ballata di Buster Scruggs”.