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Akira Kurosawa, i cento anni dalla nascita omaggiati da Google con un logo

Google oggi dedica la prima pagina ai cento anni di Akira Kurosawa, regista giapponese di insostituibile gusto.
A cura di Ambra Zamuner
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Akira Kurosawa era una delle colonne portati della cinematografia non solo giapponese, ma mondiale. A lui si sono ispirati grandi registi, di ogni genere possibile, dal western (I magnifici sette da I sette samurai ) alla fantascienza (Star Wars da La fortezza nascosta). Classe 1910, Kurosawa nasce in un’antica famiglia di samurai e si avvicina al cinema grazie al fratello Heigo, esperto del campo.Negli anni trenta in cui il suo Paese attraversa il periodo bellico che lo avrebbe trasformato per sempre, fu assunto in una casa di produzione come assistente alla regia.

La sua ispirazione per le trame arriva direttamente dalla letteratura inglese, soprattutto di matrice Shakespeariana, e russa: Il trono di sangue sfiora Macbeth, la sua opera più famosa Ran cita il Re Lear in una storia feudale di violenza e potere, del 1951 è l’adattamento de L’idiota di Dostoevskij, una lotta sentimentale profonda che si conclude in un abbraccio e che ritrova l’attore feticcio di Kurosawa Toshiro Mifune ,già apparso in Rashomon che vinse l‘Oscar nel 1952.

Oscar che il regista si riaggiudicò nel 1976 per Dersu Uzala storia ambientata in Siberia, ma girata in Russia. Kagemusha invece, prodotto da Lucas e Francis Ford Coppola, storia di un nobile medievale, di un sosia e uno scambio d’identità sancì e sigillò il rapporto con i registi occidentali che dal 1970 in poi erano entrati a far parte della sua di ispirazione, spingendolo a passare dal bianco e nero al colore. Uno degli ultimi capolavori risale al 1990, nove anni prima della morte, in cui Sogni (prodotto da Steven Spielberg) giunse nelle sale stupendo il pubblico mondiale, una storia fatta di paesaggi e puro cromatismo, divisa in otto episodi, in uno dei quali Van Gogh viene interpretato da un barbuto e nervoso Martin Scorsese.

La fierezza del tocco orientale, l’occhio estetico e la magia di raccontare le immagini con un senso della bellezza che modernamente spesso si basa su concetti poco sentimentali, sono elementi che caratterizzarono totalmente la carriera di Akira Kurosawa e che lo rendono ad oggi ancora uno dei registi più influenti della storia del cinema.

Ambra Zamuner

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