Circa 400 persone del Comitato No Grandi navi, secondo la stima delle forze dell'ordine, alle 5:20 di stamattina hanno sfondato all'alba una delle barriere di ingresso all'area della Mostra del Cinema di Venezia, posta accanto all'Hotel Excelsior, ed hanno occupato il red carpet del Palazzo del Cinema del Lido. Vestiti con le tute bianche di carta che contraddistinguono il movimento, i manifestanti ambientalisti sono avanzati con slogan di vario tipo: "Il pianeta sta bruciando", "Giustizia climatica adesso", "Trivelle zero", "Dalla terra dei fuochi ai cambiamenti climatici", "Stop biocidio", "Respect existence or aspect resistence", "Siamo la natura che si difende", "Immigrati – con denaro turisti, senza denaro illegali".

Le parole di Chiara Buratti di No Grandi Navi

Il clima è pacifico e la richiesta è quella di tenere le grandi navi restino fuori dalla laguna. Chiara Buratti del comitato No Grandi Navi ha spiegato all'AdnKronos cosa li ha spinti a scendere in campo ancora una volta: "Siamo partititi dal Venice Climate Camp, organizzato dal Comitato No Grandi Navi e da Fridays for Future Venezia a batteria Ca' Bianca, uno spazio demaniale qui al Lido di Venezia, in corso dal 4 settembre e che si concluderà domani. Oggi pomeriggio faremo una marcia per il clima, partirà alle 17 da Santa Maria Elisabetta per arrivare alla sede della Mostra, l'autorizzazione è fino ai varchi della zona rossa. Potremmo lasciare il red carpet per raggiungere la marcia".

La nota diramata da Stop Biocidio

In una nota, ‘Stop Biocidio' fa sapere che anche diverse decine di attivisti napoletani hanno partecipato oggi all'occupazione del red carpet della 76 esima Mostra Internazionale d'arte cinematografica di Venezia. Napoli, insieme a centinaia di attivisti climatici hanno partecipato al Venice Climate Camp, manifestazione indetta per ricordare al mondo intero che il cambiamento climatico è una realtà di cui preoccuparsi ora e subito. Nella nota in questione si legge: "Oggi abbiamo scritto una pagina di storia. Occupare il red carpet non significa solo essere riusciti a manifestare i nostri diritti, ma anche aver avuto la possibilità, grazie ad un evento internazionale da anni al centro dell'attenzione mediatica, di essere stati noi protagonisti di quella stessa attenzione per un giorno. Dalla terra dei fuochi ai cambiamenti climatici è il momento di agire subito, abbiamo bisogno di politiche serie che si occupino della tutela dell'ambiente, della salute e del futuro delle persone".