Il 20 febbraio arriva nei nostri cinema “Westwood – Punk. Icona. Attivista”, straordinario documentario di Lorna Tucker su Vivienne Westwood, una delle stiliste e artiste più importanti e influenti della storia contemporanea. La regista ci fa esplorare la sua ascesa verso il successo, mostrando da vicino il suo talento e il suo attivismo, mescolando materiale d’archivio e inedito, attraverso le sue stesse parole e le interviste alla sua stretta cerchia di familiari, amici e collaboratori.

Chi è Vivienne Westwood

La stilista inglese, classe 1941, si trasferisce dal Derbyshire a Londra, nel 1958, per studiare moda alla Harrow School of Art e inizia a vendere gioielli creati da lei sulle bancarelle di Portobello Road. Nel 1962, sposa Derek Westwood, da cui prende il cognome. Dal matrimonio nasce il figlio Benjamin ma la loro relazione svanisce quando la stilista incontra Malcolm McLaren, manager dei Sex Pistols, col quale apre il suo primo negozio, “Let It Rock”, nel 1971, a Londra. Durante gli anni ’70, la Westwood contribuisce a creare lo stile punk con vestiti provocatori e quasi surreali, prendendo spunto dalla strada ma anche dalla moda e dalla pittura del 17° e 18° secolo. Fervida attivista da sempre, la Westwood ha appoggiato, nel 2005, il movimento Liberty per la difesa dei diritti civili e Greenpeace, l’organizzazione ambientalista e pacifista fondata nel 1971.

Un’icona divisa tra glamour e attivismo

Durante la sua vita, la Westwood ha avuto parecchie relazioni che l’hanno provata emotivamente, ha subito attacchi dalla stampa specializzata, ha avuto problemi finanziari molto pesanti, ma nonostante tutto ciò, è riuscita a diventare una grande icona della moda e anche della cultura inglese. Oggi la stilista ha quasi 78 anni e il suo brand è uno dei più rinomati e importanti del mondo, alla stregua di marchi storici come Gucci, Dior, McQueen e la Tucker ha raccontato tutto questo, impiegando tre anni per le riprese, trascorrendo con la Westwood molto tempo al Circolo Polare Artico dove ha partecipato ad una missione di sensibilizzazione di Greenpeace fino all’apertura dei suoi nuovi flagship store a Parigi e New York. Un ritratto a 360 gradi su un’artista assolutamente controcorrente, che vuole fare del mondo un posto migliore e che ha cambiato, allo stesso tempo, il senso di fare moda.