Asia Argento è devastata dalla morte di Peter Fonda, l'attore di "Easy Rider" scomparso a 79 anni. Tra lei e l'iconico interprete americano c'era un'amicizia che durava da tempo, sin da quando lei lo aveva diretto nel suo film "Ingannevole è il cuore più di ogni cosa". "Il dolore che provo è immenso. Se n'è andato anche Peter Fonda… è troppo per me", ha dichiarato in una commossa intervista al Messaggero. Per la Argento, già duramente provata dai tanti momenti difficili passati negli scorsi mesi, la notizia è stata un duro colpo.

Il sostegno nel caso Weinstein

Peter Fonda è morto il 16 agosto, a causa di un cancro ai polmoni contro cui lottava da tempo. Era un'icona ribelle della Nuova Hollywood, membro di una grande dinastia di attori (figlio di Henry Fonda, fratello di Jane e padre di Bridget) che lasciò il segno soprattutto grazie al ruolo del motociclista "Capitan America" nel manifesto generazionale che fu "Easy Rider". "Nel 2005 lo avevo diretto nel mio film Ingannevole è il cuore più di ogni cosa", ha ricordato la Argento, "ed eravamo diventati molto amici, da allora non abbiamo mai smesso di scriverci e sentirci". Fonda la sostenne molto quando lei svelò gli stupri subiti da Harvey Weinstein, e la spinse ad andare avanti in quello che è diventato il più grande scandalo nella storia di Hollywood.

Quando, alla fine del 2017, denunciai di essere stata violentata da Harvey Weinstein, Peter è stato tra i primi a sostenermi, a incoraggiarmi e a prendere pubblicamente le mie parti. Bravissima, mi scrisse sui social, vai e sbrana quel cane rognoso. Non potrò mai dimenticarlo.

La rivelazione: Peter Fonda e Dennis Hopper si odiavano

Sempre anticonformista e fuori dagli schemi, Fonda viene descritto dalla Argento come "un uomo d'altri tempi, semplicemente meraviglioso. Fisicamente bellissimo, un vero e proprio figo, dimostrava di possedere una libertà totale sia dal punto di vista intellettuale sia da quello artistico". A proposito di "Ingannevole è il cuore più di ogni cosa", ha svelato un aneddoto sulla sua grande generosità: "Accettò di girare il mio film, nonostante fossi una regista italiana di appena 28 anni, venendo a Los Angeles dal Tennessee dove abitava e non volle nemmeno essere pagato perché credeva troppo nel progetto". Curiosa anche la rivelazione sul rapporto tra Fonda e l'altro interprete, nonché regista, di Easy Rider, Dennis Hopper, che con Asia girò due film ("The Keeper" e "La terra dei morti viventi"):

Anche con lui ho vissuto una bella amicizia, quando vivevo in California, a Venice Beach, eravamo vicini di casa. Ma scoprii presto che Peter e lui avevano rotto ogni rapporto. Anzi si detestavano, erano gelosi l'uno dell'altro e io dovevo stare attenta a non parlare di Fonda con Hopper e viceversa.

L'attore picchiato da bambino, non riuscì a girare una scena violenta

Un altro particolare molto delicato riguarda l'infanzia dell'attore americano. Sul set di "Ingannevole è il cuore più di ogni cosa", incentrato su un ragazzo vittima di violenze, Fonda le rivelò di averne subite anche lui: "Peter mi confessò che da piccolo, in casa, era stato picchiato duramente. Se a batterlo fosse stato il padre, il grande attore Henry Fonda, non volle rivelarmelo. Ma si augurava, sul set, di esorcizzare quel trauma e denunciare gli abusi sui più piccoli". Tuttavia, l'attore, che nel film della Argento aveva il ruolo del nonno fanatico e violento, non riuscì a girare una difficile scena:

Ma quando si trattò di girare la scena in cui prende a cinghiate il piccolo protagonista, Peter si rifiutò. Non posso farlo nemmeno per finta, mi spiegò. Così, per rendere l'idea della violenza dovetti ricorrere a un gioco di ombre.

La gelosia di Anthony Bourdain

La morte di Fonda è l'ennesimo dolore per Asia, già provata dal caso Weinstein, dal suicidio del compagno Anthony Bourdain e dalle accuse di molestie da parte di Jimmy Bennett. Pare peraltro che Bourdain fosse geloso del suo legame con l'interprete statunitense: "Era una magnifica amicizia epistolare, la nostra. Il mio compagno Anthony, come me grande fan di Fonda, ne era geloso. Allora rivedevamo i film del mio amico e, alla fine, gli scrivevamo insieme. Magari per dirgli che, per la sua interpretazione in L'inglese di Steven Soderbergh, avrebbe meritato l'Oscar…" . Dopo la scomparsa di Bourdain, il nuovo lutto è insopportabile: "La morte di Peter è per me una perdita irreparabile. Gli ho voluto molto bene. È stato un uomo speciale, di quelli che nella vita s'incontrano raramente".