Sangue napoletano, carisma innato e un talento per la recitazione esploso in giovanissima età. La straordinaria Anna Bonaiuto, il 28 gennaio, compie 70 anni e nella sua sfolgorante carriera ha lavorato con i più grandi registi italiani. Partendo dal teatro, l’attrice ha collezionato quasi 40 film girando con Lina Wertmüller, Pupi Avati, Mario Martone, Paolo Sorrentino e Ferzan Ozpetek riuscendo a portare a casa un David di Donatello, un Nastro d’argento, un Globo d’oro e la Coppa Volpi a Venezia.

L’esordio al cinema con Lina Wertmüller

L’attrice è nata a Latisana, in provincia di Udine da padre e madre napoletani. La passione per il teatro la travolge sin da giovanissima e, infatti, a 22 anni si diploma all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica iniziando poi a lavorare con alcuni dei più grandi resti tra i quali spiccano i nomi di Mario Missiroli, Mario Martone e Luca Ronconi. L’esordio al cinema avviene nel 1973 con una piccolissima parte in Film d'amore e d'anarchia – Ovvero "Stamattina alle 10 in via dei Fiori nella nota casa di tolleranza…", per la regia di Lina Wertmüller a cui seguirà Teresa la ladra (1973), di Carlo Di Palma, con Monica Vitti, Isa Danieli e Michele Placido.

La Coppa Volpi a Venezia e Il postino con Massimo Troisi

Tra gli anni ’70, ’80 e ‘90, Anna Bonaiuto gira Virilità (1974), di Paolo Cavara; Squadra antifurto (1976), per la regia di Bruno Corbucci; Donna d’ombra (1988), di Luigi Faccini; Storia di ragazzi e ragazze (1989) e Fratelli e sorelle (1992), diretti da Pupi Avati. La svolta arriva grazie a Morte di un matematico napoletano (1992), di Mario Martone, in cui recita accanto a Carlo Cecchi e Toni Servillo, colpendo la critica specializzata. L’anno dopo, grazie al suo intenso ruolo in Dove siete? Io sono qui, di Liliana Cavani, vince la Coppa Volpi a Venezia come Miglior attrice non protagonista. Nello stesso anno, è nei panni di Francesca Morvillo nel film Giovanni Falcone, diretto da Giuseppe Ferrara mentre Michael Radford le affida la parte di Matilde Urrutia nel cult Il postino (1994).

I premi per L’amore molesto di Mario Martone

Nel 1995, Mario Martone la vuole ancora come protagonista del bellissimo L’amore molesto, che le farà vincere il David di Donatello, il Nastro d’argento e il Globo d’oro come Migliore attrice protagonista. Il regista la dirigerà anche ne I vesuviani (1997) e Teatro di guerra (1998), facendone la sua musa. Altri film importanti di questo periodo sono Prima la musica, poi le parole (1998), di Fulvio Wetzl  e Appassionate (1999), per la regia di Tonino De Bernardi. Nel 2006, è sul set de Il caimano, di Nanni Moretti, che le affida il ruolo di Ilda Boccassini, a cui seguiranno Mio fratello è figlio unico (2007), di Daniele Luchetti; La ragazza del lago (2007), per la regia di Andrea Molaioli e Bianco e Nero (2008), di Cristina Comencini.

Il divo, Napoli velata, Loro e i progetti in cantiere

Sempre nel 2008, è Livia Danese, moglie di Giulio Andreotti, ne Il divo, di Paolo Sorrentino e, successivamente, decide di dedicarsi alla commedia girando Io, Loro e Lara (2009), di Carlo Verdone; Il peggior Natale della mia vita (2012), diretto da Alessandro Genovesi; Viva la libertà (2013), di Roberto Andò; Buoni a nulla (2014), di Gianni Di Gregorio  e Mamma o papà? (2017), di Riccardo Milani. Ferzan Ozpetek le affida il ruolo di Adele in Napoli velata invece Paolo Sorrentino la vuole per Loro (2018), in cui la Bonaiuto è la deputata Cupa Caiafa. L’ultimo film in cui l’abbiamo vista è Il colpo del cane (2019), diretto da Fulvio Risuleo ma in cantiere l’attrice ha già altri due progetti: Tre piani, il nuovo film di Nanni Moretti, che uscirà il prossimo 20 aprile 2020 e The Big Other, di Jan Schomburg.