Maria Schneider, l'attrice che interpretò il ruolo di Jeanne nel capolavoro del cinema inizialmente rinnegato "Ultimo Tango a Parigi", manifestò pubblicamente tutto il suo rancore nei confronti del regista Bernardo Bertolucci, del co-protagonista Marlon Brando e del film in generale. Il motivo risaliva alla celebre scena del burro, definita eccessiva a tal punto che il film venne censurato e bruciato al tempo perché troppo esplicito. La Schneider, che è morta prematuramente qualche anno fa, annunciò di aver subito problemi psicologici irreversibili dopo quella che lei aveva definito una vera e propria violenza subita sul set.

Ad anni di distanza il regista, pluripremiato e tra i più celebri del pianeta, ospite di una masterclass a Parigi e reduce dalla presidenza di giuria alla Mostra del Cinema di Venezia, ha ammesso che avrebbe dovuto delle scuse alla donna, pur aggiungendo che oggi non può essere condannato. La dichiarazione completa di Bertolucci, che sta suscitando indignazione sul web: "Forse sono stato colpevole per Maria Schneider, ma non potranno condannarmi per questo. L'idea di quella scena è venuta a me e a Marlon Brando mentre stavamo facendo colazione e a un certo punto lui ha cominciato a spalmare del burro su una baguette: subito ci siamo dati un'occhiata complice. Abbiamo deciso di non dire niente a Maria per avere una reazione più realistica". 

Il punto più criticabile della dichiarazione di Bertolucci è però inerente un passaggio diverso e immediatamente successivo, nel quale il regista attenua di fatto le proprie colpe in merito a quell'inganno che all'attrice provocò "lacrime vere", come Maria Schneider affermò: "Maria voleva fare cinema a tutti i costi, aveva appena vent'anni all'epoca. Per tutta la sua vita poi è stata molto rancorosa sia nei miei confronti che nei confronti di questo film, perché si è sentita sfruttata. Lei aveva un'intelligenza istintiva. Non aveva i mezzi per filtrare quello che le è successo". Domanda legittima, da parte della stampa, se oggi non sarebbe ritenuto immorale un atteggiamento del genere da parte di un attore sul set. Risposta secca e sintetica:  "Non sono un uomo di oggi". Superficiale quanto doveroso, ricordare la trama del film, con un Brando interprete di un personaggio quaranticinquenne appena giunto a Parigi dopo il suicidio di sua moglie e la Schneider a vestire i panni di Jeanne, una giovane ventenne che intraprende una relazione segreta con l'uomo. La sodomia resta sicuramente la scena più cruda e significativa della pellicola e a quanto pare, se non si trattò di stupro, poco ci manca.