Era esattamente il 3 giugno 1988 quando la regista Penny Marshall portava nelle sale statunitensi “Big”, il cult con protagonista Tom Hanks che, ancora oggi, quando viene trasmesso in televisione, tiene incollati milioni di spettatori. Protagonista del film è il 12enne di New York, Josh Baskin (interpretato da giovane da David Moscow e da grande da Tom Hanks) innamorato segretamente di Cynthia, una sua compagna di scuola molto più grande di lui. Un giorno, mentre si trova al luna park, vede una macchinetta del mago Zoltar ed esprime il suo più grande desiderio: quello di diventare grande. Il giorno dopo, Josh si sveglia e si accorge di essere diventato un affascinante 30enne. Da quel momento inizieranno le sue avventure nel mondo degli adulti, accompagnato dal suo amico Billy (Jared Rushton).

La somiglianza con "Da grande" con Renato Pozzetto

Prima di “Big”, Penny Marshall – nota anche come attrice – aveva girato da regista solo “Jumpin’ Jack Flash”(1986), commedia con Whoopi Goldberg e con “Big” riuscì a raggiungere un pubblico vastissimo, grazie anche alla presenza di Tom Hanks, già famoso per il film “Splash – Una sirena a Manhattan”(1984). Naturalmente, è impossibile non ricordare l’eterna polemica secondo cui la Marshall si sarebbe ispirata alla commedia “Da grande”, del regista Franco Amurri, uscita un anno prima, con protagonista Renato Pozzetto. Le due pellicole sono quasi uguali ma c’è da dire che nella storia del cinema americano ci sono almeno due “precedenti”. Il primo è il film ad episodi “Storia di tre amori”, del 1953, diretto da Gottfried Reinhardt e Vincente Minnelli. In uno degli episodi, l’attore Farley Granger viene trasformato in adulto da un incantesimo che scadrà a mezzanotte per conquistare una bellissima ragazza. Il secondo è “Tutto accadde un Venerdì”(1976), dove Barbara Harris e Jodie Foster si ritrovano l’una nei panni dell’altra. Il dubbio, quindi, è legittimo ma non può essere confermato, anche perché il film statunitense è uscito pochi mesi dopo quello di Amurri.

I premi e gli incassi

Nel film della Marshall, come anche in tutti quelli già citati, l’evento principale che tiene incollati allo schermo è, ovviamente, la shock dato dalla trasformazione fisica e poi il contrasto tra il mondo dei bambini e quello degli adulti, quindi tra l’anima fanciullesca in un corpo che non la rispecchia. Tom Hanks è semplicemente eccezionale nel ruolo di Josh (anche se, inizialmente, furono “contattati” anche Robert De Niro, Harrison Ford e John Travolta) ed è incredibile la sua capacità di sembrare realmente un bimbo diventato improvvisamente un 30enne. Infatti, per la sua performance fu premiato con Il Golden Globe al Miglior attore in un film commedia o musicale e ottenne anche la nomination agli Oscar come Miglior attore protagonista. Oltre ad Hanks, anche gli sceneggiatori Gary Ross e Anne Spielberg ebbero una nomination e al Festival di Venezia del 1988, a Penny Marshall andò la Menzione Speciale. Ma non solo perché la Marshall, all’epoca, diventò anche la prima regista donna ad aver diretto un film riuscito ad incassare più di 100 milioni di dollari al box office. (“Big” ne ha incassati 151).