Al Festival di Cannes 2018, giovedì 17 maggio, è stato presentato fuori concorso il documentario ‘Whitney‘, realizzato dallo scozzese Kevin MacDonald. Il regista ha tracciato un sapiente ritratto di Whitney Houston, intrecciando la vita patinata della star e la donna fragile che era dietro le quinte. È stata Nicole David, per trent'anni agente della cantante, a chiedergli di impegnarsi in questo progetto nel tentativo di comprendere cosa abbia portato la Houston a essere così infelice. La famiglia ha permesso a MacDonald di accedere a materiale privato. Così, il regista ha portato alla luce un oscuro segreto. Whitney Houston avrebbe subito abusi sessuali dalla cugina Dee Dee Warwick, quando era solo una bambina.

Il fratello di Whitney Houston svela il presunto abuso

A svelare il doloroso segreto del presunto abuso, è stato il fratellastro di Whitney Houston, l'ex giocatore di basket NBA Gary Garland-Houston. L'uomo ha dichiarato che sia lui che la cantante sarebbero stati molestati sessualmente quando avevano tra i sette e i nove anni. La responsabile di tali atti sarebbe stata la cugina Dee Dee Warwick. A confermare la sua dichiarazione, l'assistente di Whitney Houston, Mary Jones. Quest'ultima era legatissima alla star tanto da essere stata soprannominata ‘zia Mary'. La Jones ha affermato che la Houston le avrebbe rivelato che da bambina sarebbe stata molestata da una donna.

Chi è Dee Dee Warwick

Dee Dee Warwick – all'anagrafe Delia Mae Warrick – è nata nel 1945. Era imparentata con Whitney Houston dal ramo materno. Era infatti la nipote di Cissy Houston. Come la cugina, anche lei intraprese una carriera nel mondo della musica. Negli anni '60 e '70 era una stimata cantante gospel. Tuttavia la sua carriera non ha mai preso il volo. Dee Dee era anche la sorella minore dell'amatissima Dionne Warwick e iniziò ad accompagnarla nei concerti come corista. La cantante si è spenta nel 2008 dopo una lunga malattia. Aveva 63 anni.

Le dichiarazioni di Kevin MacDonald

In un'intervista rilasciata a ‘Vanity Fair', il regista Kevin MacDonald ha spiegato di aver notato che Whitney Houston sembrava non sentirsi mai a suo agio con se stessa. Nonostante fosse una bellissima donna, dai suoi gesti lasciava trasparire una profonda insicurezza. Così, il cinquantenne ha iniziato a sospettare che nel passato di Whitney Houston potesse nascondersi un segreto oscuro:

"C'era qualcosa di molto disturbato in lei, come se non si sentisse mai a proprio agio nei suoi panni. Sembrava asessuata. Era una donna bellissima, ma non era mai particolarmente sexy. Ho visto e fatto delle riprese con persone che avevano subito abusi sessuali durante l'infanzia e c'era qualcosa nel suo modo di fare che mi ricordava quel tipo di comportamento. Poco dopo averlo pensato, qualcuno mi ha detto di essere stato informato che Whitney era stata vittima di abusi e questo credo sia uno dei motivi principali che stanno dietro la sua auto-tortura".

Whitney Houston è morta l'11 febbraio 2012

Era l'11 febbraio 2012 quando il mondo della musica ha dovuto dire addio a Whitney Houston. L'artista si trovava a Beverly Hills per presenziare ai Grammy Awards. È stata trovata morta nella vasca da bagno. Dopo i dovuti accertamenti, il medico legale della contea di Los Angeles ha fatto sapere che Whitney Houston è morta per annegamento. Al decesso, tuttavia, hanno contribuito anche l'aterosclerosi, una malattia cardiaca e l'uso di cocaina. Nel suo corpo sono state ritrovate anche tracce di marijuana e farmaci antidepressivi che però non sarebbero da inscrivere nei fattori che hanno causato la morte.

Whitney, luci e ombre della diva

Per realizzare il documentario ‘Whitney', Kevin MacDonald ha intervistato amici e familiari dell'artista. Si parla di circa 70 testimonianze. La famiglia, inoltre, ha permesso al regista di accedere a filmini privati che ritraggono momenti inediti della vita della diva. Nel documentario si racconta la star e la donna fragile. Il successo planetario, il record di 200 milioni di album venduti, ma anche il presunto abuso sessuale subito in tenera età, gli episodi di bullismo, il dolore per la separazione dei suoi genitori e il difficile rapporto con il padre, gli amori tormentati e i tradimenti, l'uso di droghe e la depressione.