La chiusura di cinema e teatri imposta dal nuovo DPCM del 25 ottobre per fronteggiare l'aumento dei contagi da Covid-19 continua a far discutere e ha provocato la reazione del mondo della cultura. L’Unione nazionale di interpreti dell’audiovisivo, teatro e spettacoli dal vivo (Unita) ha rivolto un appello al governo chiedendo un incontro per discutere sulla scelta che rappresenta un ulteriore colpo al cuore del settore spettacolo, già durante provato dal lockdown e dai mesi di pandemia. Nonostante le rigide norme di sicurezza e l'assenza di assembramenti, le sale resteranno chiuse almeno sino al 24 novembre. Unita ha risposto con un post stringato ma eloquente ("Questa storia non è più disponibile") e con un altro che chiede l'intervento immediato delle istituzioni.

Non siamo tempo libero. Siamo lavoro e molto di più. Non condividiamo le decisioni prese su cinema e teatri, e non da oggi. Come intendete sostenere i lavoratori? Perché non ci ascoltate, rispondendo alla nostra richiesta di un incontro?

Gli attori dell'appello Unita

Sono moltissimi i personaggi del mondo dello spettacolo intervenuti a condividere i post, sui loro profili Instagram. Ci sono attori e registi di cinema, tv e teatro: tra loro, Pierfrancesco Favino, Claudia Gerini, Stefano Accorsi, Anna Foglietta, Rocco Papaleo, Nancy Brilli, Caterina Guzzanti, Valentina Lodovini, Gabriele Muccino, Isabella Ferrari, Vittoria Puccini, Giulia Michelini, Paolo Calabresi, Giuseppe Zeno, Andrea Bosca, Giorgio Pasotti, Francesca Cavallin, Greta Scarano, Angela Finocchiaro, Licia Nunez, Milena Miconi, Michelangelo Tommaso, Nina Soldano, Michela Andreozzi, Georgia Lepore, Valentina Carnelutti, Paola Minaccioni, Simone Montedoro, Gianni Fantoni, Marco Bonini e tanti altri. La preoccupazione è per il futuro del settore e per le sorti dei tanti lavoratori che rischiano gravi conseguenze dopo il nuovo stop.

La protesta delle associazioni

Anche tutte le associazioni di categoria del mondo cinematografico hanno protestato contro la decisione del decreto, con una lettera rivolta al ministro dei Beni Culturali e del Turismo Dario Franceschini: "La cultura è un bene altrettanto primario e che azzerarne oggi una parte fondamentale come quella dello spettacolo è un'azione a nostro avviso priva di logica e utilità. È comprovato infatti che tra le attività di socializzazione, grazie proprio ai severi protocolli sanitari che dallo scorso maggio regolano le proiezioni e gli spettacoli, Cinema e Teatri sono i luoghi più sicuri, dove non si sono registrati casi di contagio. Lo testimoniano i dati forniti ancora di recente dall'Agis, le centinaia di proiezioni svoltesi in sicurezza alla Mostra del cinema di Venezia e ancora, proprio in questi giorni, che hanno coinciso con una preoccupante crescita di nuovi contagi, alla Festa del Cinema di Roma dove non sono stati registrati focolai".

https://www.associazioneunita.it/comunicato-stampa/

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