AGGIORNAMENTO 14 gennaio 2019 ore 10: in riferimento al contenuto dell'articolo, ci ha scritto Stefano Andreotti, figlio del senatore a vita Giulio: "Con riferimento all’articolo in oggetto, mi permetto di puntualizzare che mio padre non cambiò mai idea sul termine ‘mascalzonata’ adoperato per definire il film. A riprova anche dell’approssimazione di quanto nel film contenuto, il regista non andò a trovare mio padre prima di girare, a casa nostra e in ufficio le serrande erano di giorno sempre alzate e la casa piena di luce, mio padre non fece mai trattamenti di agopuntura in viso. Chi ha conosciuto mio padre stenta a riconoscerlo in una figura che scaturisce da banali luoghi comuni e che è stata ricostruita, anche sotto gli aspetti più intimi, senza aver mai approfondito. Cordialmente, Stefano Andreotti". 

Nel 2008, usciva il quinto film da regista di Paolo Sorrentino, “Il Divo”, incentrato sulla vita e sulle vicende politiche del senatore a vita Giulio Andreotti, nel periodo compreso tra la fine del suo settimo governo e l'inizio del processo per associazione mafiosa nel quale era imputato, quindi tra il 1991 e il 1993. Il politico è interpretato da un grande Toni Servillo, attore feticcio di Sorrentino, ma nel ricchissimo cast ci sono anche Anna Bonaiuto (Livia Danese), Giulio Bosetti (Eugenio Scalfari), Flavio Bucci (Franco Evangelisti), Carlo Buccirosso (Paolo Cirino Pomicino), Giorgio Colangeli (Salvo Lima), Lorenzo Gioielli (Mino Pecorelli), Paolo Graziosi (Aldo Moro), Pietro Biondi (Francesco Cossiga), Enzo Rai (Totò Riina) e tantissimi altri. La pellicola suscitò, ovviamente, molte polemiche ma è anche stata pluripremiata, suscitando anche la curiosità del pubblico che l’ha premiato al box office. Ci sono, però, 5 curiosità che non sapevate.

1. Il vero Andreotti lo definì una “mascalzonata”

Il vero Giulio Andreotti, dopo aver visto il film, lo definì una “mascalzonata” che cambiava la realtà mettendolo in contatto con persone che non aveva mai conosciuto veramente. Il senatore, però, non ha mai querelato il regista o chiesto tagli.

2. Il significato del titolo

Il titolo “Il Divo” viene dal soprannome dato dal giornalista Mino Pecorelli ad Andreotti, il quale prese spunto da quello che si diede il console e dittatore Caio Giulio Cesare. Il regista, però, lo ha scelto anche perché sottolinea anche la mondanità del politico e la sua venerazione nell’ambiente di allora.

3. L’incontro tra Andreotti e Riina, la scena che vale tutto il film

Sorrentino dichiarò che la scena principale per cui ha voluto fortemente girare il film è quella, molto forte, dell’incontro tra Totò Riina, il capo dei capi della mafia, e Andreotti, avvenuto sotto gli occhi di Balduccio Di Maggio, autista di Riina e futuro pentito.

4. Le serrande abbassate e l’agopuntura, vere abitudini del politico

Paolo Sorrentino, nel film, si prende varie licenze registiche, ma prima di girare è andato a trovare Andreotti a casa e nella pellicola ha riportato alcune sue abitudini che possono sembrare non vere ma che invece sono reali. La prima è quella di vivere con le serrande sempre abbassate, lasciando la sua abitazione quasi al buio e la seconda – che vediamo nella scena iniziale de “Il Divo” – è la sessione di agopuntura facciale, a cui il politico si sottoponeva davvero per curare le sue frequenti emicranie.

5. La valanga di premi e gli incassi

“Il Divo” si è aggiudicato il Premio della Giuria al Festival di Cannes 2008 ed è stato nominato agli Oscar per il Miglior trucco. Ma il film ha ricevuto una valanga di altri premi, tra cui 7 David di Donatello, 4 Nastri d’argenti, 1 Globo d’oro, 5 Ciak d’oro e 1 European Film Award (a Toni Servillo). Al box office, invece, è riuscito a racimolare, in tutto il mondo, circa 11.260.000 dollari.