Jordan Vogt-Roberts, nel 2017, sbarcava nelle sale con “Kong: Skull Island”, reboot del film “King Kong”, del 1933, ma in generale, dell’intero franchise dedicato all’enorme creatura. La pellicola ci riporta negli anni ’70, dove un gruppo di esploratori si avventurerà in un’isola popolata da enormi e terrificanti creature, con la figura di Kong che incombe come una sorta di divinità, solitaria e potente. Tom Hiddleston è a capo di un cast fatto di grandissime stelle hollywoodiane, tra cui spiccano il premio Oscar Brie Larson, Samuel L. Jackson, Jason Mitchell, Toby Kebbell e John Goodman. La pellicola ha incassato più di 566 milioni di dollari e ha portato a casa anche una nomination agli Oscar per i Migliori effetti speciali, ma ci sono 5 cose che, probabilmente, non sapevate.

1. Il regista si è ispirato a “Indiana Jones” e “Jurassic Park”

Jordan Vogt-Roberts ha detto che, per il film, si è ispirato a pellicole cult come la saga di “Indiana Jones”(1981) e “Jurassic Park”(1993). Il poster del film, invece, è un esplicito omaggio ad “Apocalypse Now” e, per dare il senso vintage alla pellicola, il regista ha effettuato le riprese usando delle lenti anamorfiche realizzate in collaborazione con Panavision.

2. Le riprese alle Hawaii, in Australia e in Vietnam

La pellicola è stata girata alle isole Hawaii, sull'isola di Oahu, in Australia e sulla Gold Coast. Le scene con le montagne, i fiumi e i campi erbosi, invece, sono state realizzare interamente in Vietnam, un posto molto apprezzato dal regista e dagli attori stessi.

3. Kong è alto 32 metri per non “sfigurare” con Godzilla

Kong è stato realizzato in dimensioni mai viste prima – infatti è alto 32 metri – perché regista e produttori già sapevano che nel 2020 uscirà l’atteso crossover “Godzilla vs Kong”, diretto da Adam Wingard, e quindi Kong sarebbe stato troppo piccolo rispetto al mitico “Lucertolone”.

4. I vestiti di John Goodman uguali a quelli del grande Robert Armstrong

I vestiti indossato da Bill Randa/John Goodman nel film sono una replica esatta di quelli di Carl Denham/Robert Armstrong del leggendario “King Kong”, del 1933.

5. Per Kong sono stati creati 19 milioni di peli

I geniacci della Industrial Light & Magic, capitanati da Stephen Rosenbaum e Jeff White, hanno creato Kong con una squadra di circa 300 persone, tra animatori e tecnici, impegnati per 1 anno e mezzo. Una volta realizzata la creatura, grazie agli effetti speciali sono stati aggiunti ben 19 milioni di peli mentre per il suo “urlo” sono stati utilizzati (e riconvertiti) i ruggiti di un leone e di una tigre.