Nel 2017, Augusto Fornari esordiva alla regia con la commedia “La casa di famiglia” con protagonisti Lino Guanciale, Matilde Gioli, Stefano Fresi e Libero Di Rienzo, nei panni di quattro fratelli  che, per aiutare economicamente Alex (Guanciale), venderanno la stupenda casa di campagna paterna. I fratelli, però, non avevano calcolato il fatto che il loro padre, in coma da anni, si potesse svegliare e avesse bisogno di stare con i suoi cari, nella sua casa. Da quel momento, faranno di tutto per recuperare l’immobile e tutti gli oggetti già venduti. Ecco 5 curiosità che non sapevate.

1. Il film è tratto dall’omonimo spettacolo teatrale

Il soggetto del film è di Andrea Maia e, qualche anno prima della sua uscita, proprio con Augusto Fornari è stato portato a teatro con enorme successo andato avanti per due stagioni. La pièce aveva come protagonisti Luca Angeletti, Laura Ruocco, Toni Fornari e Simone Montedoro. A differenza della pellicola, lo spettacolo teatrale si svolgeva tutto nella casa ed era una sorta di prequel del film perché ruotava intorno alla litigata dei fratelli per decidere se vendere o meno la casa.

2. Lino guanciale da piccolo è Lorenzo, figlio di Stefano Fresi

Nella pellicola, ad interpretare il ruolo di Lino Guanciale da piccolo è il figlio di Stefano Fresi, Lorenzo, nato dalla relazione con Cristiana Polegri, sassofonista di fama internazionale.

3. L’amore di Fornari per le storie di famiglia

Il regista Fornari ha dichiarato di aver sempre amato le storie di famiglia. Le peripezie e i litigi tra fratelli, sorelle, cugini e nipoti hanno sempre avuto su di lui lo stesso fascino dei romanzi d’avventura o, addirittura, gli ricordano la forza epica della tragedia greca.

4. Zaffarano è Toni Fornari, fratello del regista

Nel film, la villa viene venduta a Zaffarano, amico d’infanzia dei quattro fratelli, interpretato da Toni Fornari. L’attore è il fratello del regista e con lui ha condiviso molti successi teatrali.

5. Gli incassi e i premi

Nonostante la trama accattivante e il precedente successo teatrale, il film al cinema è riuscito ad incassare solamente 503.000 euro ma, in compenso, ha portato a casa il Premio alla Migliore sceneggiatura alla 33esima edizione del Festival delle Cerase di Monterotondo, storica kermesse ideata da Silvio Luttazi.