Nel 2015, Gabriele Mainetti portava nelle sale “Lo chiamavano Jeeg Robot", con protagonista il grande Claudio Santamaria nei panni di Enzo Ceccotti, un uomo che un giorno entra in contatto con una sostanza radioattiva. A causa di un incidente scopre di avere una forza sovraumana. Ombroso, introverso e chiuso in se stesso, Enzo accoglie il dono dei nuovi poteri come una benedizione per la sua carriera di delinquente. Tutto cambia quando incontra Alessia (Ilenia Pastorelli), convinta che lui sia l’eroe del famoso cartone animato giapponese Jeeg Robot d’acciaio. Il film ha incassato circa 5 milioni di euro e ha vinto 8 David di Donatello, 3 Nastri d’argento, 1 Globo d’oro, 4 Ciak d’oro. Ci sono, però, ancora 5 curiosità che forse non sapevate.

1.L'ambientazione a Tor Bella Monaca

La pellicola è ambientata nel quartiere di Tor Bella Monaca, location giù usata dal regista Gabriele Mainetti per il corto “Basette”, uscito nel 2008. La zona è molto cara anche allo sceneggiatore del film, Nicola Guaglianone, che è stato assistente sociale in quella frazione e allo stesso padre di Mainetti che lì ci lavorava.

2. Claudio Santamaria è arrivato a pesare 100 kg

Per interpretare il ruolo di Enzo Ceccotti, il regista ha chiesto a Santamaria di mettere su peso perché il suo supereroe doveva avere una “presenza” possente e massiccia sul set. Così, l’attore non faceva altro che mangiare e andare in palestra, fino ad arrivare a prendere circa 20 kg e a passare da 80 a 100 kg di peso.

3. Il richiamo a "Spider-Man", di Sam Raimi

In molte interviste, Claudio Santamaria ha dichiarato che il suo supereroe preferito è Spider-Man e “Lo chiamavano Jeeg Robot” c’è una scena in cui il protagonista Enzo, dopo essere venuto a contatto con il materiale radioattivo, si contorce a letto dal dolore proprio come accadeva nel film “Spider-Man”(2002), di Sam Raimi, con Tobey Maguire.

4. Lo Zingaro ispirato a Jocker e Buffalo Bill de "Il silenzio degli innocenti"

Per il ruolo del cattivo del film, lo Zingaro, Luca Marinelli si è fatto ispirare dal mitico Jocker di “Batman” ma soprattutto al serial killer Buffalo Bill del cult “Il silenzio degli innocenti”, interpretato dall’attore Ted Levine. Due personaggi in cui il male convive alla perfezione con la più delirante follia.

5. L'albo a fumetti scritto da Roberto Recchioni

Nel mese di gennaio 2016 è uscito anche un albo a fumetti basato sul film scritto da Roberto Recchioni, con i disegni di Giorgi Pontrelli e Stefano Simeone e ambientato dopo i fatti della pellicola.. Per l’albo sono state realizzate 4 copertine diverse create da Leo Ortolani, Zerocalcare, Giacomo Bevilacqua e Recchioni.