La fama può giocare brutti scherzi agli enfant prodige, spesso catapultati in tenera età nel vortice del successo senza avere alcuna difesa. Ne sa qualcosa Daniel Radcliffe, l'attore che ha raggiunto la notorietà mondiale grazie alla saga di Harry Potter. L'interprete britannico aveva soltanto 12 anni quando uscì "Harry Potter e la Pietra Filosofale" nel 2001. Interpretò il celeberrimo maghetto nato dalla fantasia di JK Rowling in altri sette capitoli nell'arco di un decennio. Gestire la visibilità pubblica fu tanto difficile che Radcliffe ebbe seri problemi di alcoolismo.

Radcliffe e l'alcool come strumento di sfogo

A distanza di 8 anni da quando ha detto addio al personaggio di Harry Potter, l'attore inglese, oggi 29enne, si è raccontato in un'intervista a "Off Camera With Sam Jones", svelando il lato oscuro della celebrità. Solidale con tutte le star che letteralmente crescono sotto l'occhio dell'opinione pubblica, Radcliffe ha ricordato i tempi in cui sfogava nell'alcool la frustrazione per l'eccessiva attenzione ricevuta.

Era davvero difficile quando, nella tarda adolescenza, non appena mettevo piede in un pub tutti mi guardavamo. Nel mio caso, il modo più veloce per dimenticare il fatto di essere fissati da tutti era ubriacarsi. Poi, mentre ti ubriachi, ti rendi conto che, "Oh, la gente ti sta guardando ancora di più proprio perché sei ubriaco, quindi ora probabilmente dovresti bere di più per ignorarli". Forse dipende anche dal fatto che uno si senta obbligato a essere sempre felice. Hai un ottimo lavoro, sei ricco, non hai il diritto di non essere costantemente entusiasta. C'è una certa pressione, all'improvviso ti chiedi: "Se provo solo un po' di umana tristezza, vuol dire che sto sbagliando? Non sono bravo a essere famoso?"

Come Daniel Radcliffe ha superato il problema dell'alcool

Radcliffe è riuscito a salvarsi e a uscire dal baratro dell'abuso d'alcool grazie all'aiuto dei suoi più cari amici (colleghi di set e non solo) che si sono presi cura di lui e lo hanno consigliato: "Ci sono voluti alcuni anni e un paio di tentativi. Alla fine, è stata una mia decisione… Mi sono svegliato una mattina dopo una brutta nottata, e mi sono detto: "Qui c'è qualcosa che non va". Oggi, non sente affatto la mancanza del bere, né rinnega il fatto di aver interpretato Harry Potter.

Non c'è mai stato un momento in cui mi sono detto: "Avrei voluto che non fosse successo a me. Vorrei non essere Harry Potter". Non è mai successo.