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Due vite per caso, Isabella Ragonese nell’esordio di Aronadio

Presentato al Festival di Berlino, arriva nelle sale Due vite per caso (in 20 copie), debutto di Alessandro Aronadio con Isabella Ragonese e Lorenzo Balducci.
A cura di Emanuele Rauco
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Due-vite-per-caso e il suo protagonista Lorenzo Balducci

Arriva venerdì prossimo – 7 maggio – nelle sale italiane, Due vite per caso, esordio nel lungometraggio di Alessandro Aronadio che, dopo la presentazione al Festival di Berlino, rischia di essere ricordato più per il coinvolgimento del suo protagonista, Lorenzo Balducci, nello scandalo dell’organizzazione del G8 alla Maddalena (di cui parla anche Sabina Guzzanti nel suo nuovo documentario, Draquila), che per il suo contenuto, la storia di un ragazzo stanco e arrabbiato e delle due possibili strade – sbandato o carabiniere – che potrebbe prendere la sua vita.

“Il film nasce da un racconto di Marco Bosonetto, co-sceneggiatore, stavo cercando spunti per un lungometraggio e l'ho contattato senza avere una produzione. Dopo tre anni e mezzo dalla scrittura siamo finalmente riusciti a farlo uscire”, racconta il regista Alessandro Aronadio, autore di un film che fotografa la situazione di ristagno di molti giovani in questo paese. “Nonostante si dica che la gioventù sia un grande momento di scelte, oggi ai ragazzi si dice sempre di aspettare, protraendo l'attesa all'infinito, prolungando la giovinezza così come l'incertezza, la precarietà”.

Ma questa sorta di versione italiana e arrabbiata di Sliding Doors non sempre convince: se Aronadio dimostra un piglio sicuro e una certa disinvoltura nel gestire un racconto che sfocia nel meta-fisico – specie grazie a uno stile nervoso e trattenuto – pare non abbia idea di dove andare a parare, almeno a quanto si intuisce dal finale ridondante e confuso, in cui convergono Godard, Truffaut e la nouvelle vague, la rivoluzione e il passaggio di età. Reggono bene però gli attori, se non il poco credibile Balducci, di sicuro Rocco Papaleo (fresco del sorprendente successo di Basilicata Coast to Coast) e la bella Isabella Ragonese, icona della “gioventù precaria” che sarà a Cannes a presentare La nostra vita di Luchetti. Donna simbolo di una generazione che più che di maestri ha bisogno di occasioni da sfruttare.

Emanuele Rauco

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